(AGI) - Roma, 29 mar. -
IL CAMBIO DI CONTROLLO E L’ESTENSIONE AL 2038
La società, ai fini di una completa informazione al mercato, precisa che l’invio della disdetta da parte di Tim si pone in frontale contrapposizione con il testo e la ratio dell’Msa.
Il Msa prevede che, in caso di cambio di controllo, ciascuna parte abbia il diritto di rinnovare automaticamente il Msa per un periodo di 8 anni, rinnovabili di ulteriori 8 anni (per complessivi 16 anni), senza che la parte alla quale è stato comunicato l’esercizio dell’opzione possa dare
disdetta. In data 4 agosto 2022, a seguito del cambio di controllo congiunto intervenuto su Inwit, Tim ha
esercitato l’opzione, con conseguente estensione automatica della durata del Msa per un periodo di 8+8 anni (per complessivi 16 anni) a partire dalla data del 4 agosto 2022 e quindi fino al 4 agosto 2038. In pari data, Inwit ha tempestivamente comunicato a propria volta a Tim
l’esercizio del proprio diritto di opzione, estendendo il Msa di 8+8 (per complessivi 16 anni) anni a
partire sempre dalla data del 4 agosto 2022 e quindi sino al 4 agosto 2038.
Per effetto dell’esercizio “incrociato” del diritto di opzione, ciascuna parte ha dunque sterilizzato il
diritto di disdetta dell’altra, con la conseguenza che la durata del Msa è stata irrevocabilmente prorogata per entrambi le parti, Tim e Inwit, per ulteriori 8+8 anni (per complessivi 16 anni) a partire dal 4 agosto 2022 fino al 4 agosto 2038.
La società precisa altresì che l’efficacia degli esiti giudiziali concernenti il Msa tra Inwit e Fastweb
è limitata a queste ultime e non si estende a Tim.
La disdetta di Tim appare pertanto inefficace e unicamente strumentale a esercitare una indebita pressione su Inwit, volta alla rinegoziazione dei termini economici dell’Msa. La società ha peraltro invitato Tim nel mese di gennaio 2026 a risolvere in via bonaria e tempestiva, in sede arbitrale, eventuali divergenze interpretative relative alla durata del Msa; invito che è stato declinato da Tim affermando testualmente che “il tema della durata contrattuale non è al momento di alcuna attualità”. (AGI)
Inwit: con Tim accordo al 2038, disdetta priva di fondamento
AGGIORNAMENTO 15:53
(AGI) - Roma, 29 mar. -
IL CAMBIO DI CONTROLLO E L’ESTENSIONE AL 2038
La società, ai fini di una completa informazione al mercato, precisa che l’invio della disdetta da parte di Tim si pone in frontale contrapposizione con il testo e la ratio dell’Msa.
Il Msa prevede che, in caso di cambio di controllo, ciascuna parte abbia il diritto di rinnovare automaticamente il Msa per un periodo di 8 anni, rinnovabili di ulteriori 8 anni (per complessivi 16 anni), senza che la parte alla quale è stato comunicato l’esercizio dell’opzione possa dare
disdetta. In data 4 agosto 2022, a seguito del cambio di controllo congiunto intervenuto su Inwit, Tim ha
esercitato l’opzione, con conseguente estensione automatica della durata del Msa per un periodo di 8+8 anni (per complessivi 16 anni) a partire dalla data del 4 agosto 2022 e quindi fino al 4 agosto 2038. In pari data, Inwit ha tempestivamente comunicato a propria volta a Tim
l’esercizio del proprio diritto di opzione, estendendo il Msa di 8+8 (per complessivi 16 anni) anni a
partire sempre dalla data del 4 agosto 2022 e quindi sino al 4 agosto 2038.
Per effetto dell’esercizio “incrociato” del diritto di opzione, ciascuna parte ha dunque sterilizzato il
diritto di disdetta dell’altra, con la conseguenza che la durata del Msa è stata irrevocabilmente prorogata per entrambi le parti, Tim e Inwit, per ulteriori 8+8 anni (per complessivi 16 anni) a partire dal 4 agosto 2022 fino al 4 agosto 2038.
La società precisa altresì che l’efficacia degli esiti giudiziali concernenti il Msa tra Inwit e Fastweb
è limitata a queste ultime e non si estende a Tim.
La disdetta di Tim appare pertanto inefficace e unicamente strumentale a esercitare una indebita pressione su Inwit, volta alla rinegoziazione dei termini economici dell’Msa. La società ha peraltro invitato Tim nel mese di gennaio 2026 a risolvere in via bonaria e tempestiva, in sede arbitrale, eventuali divergenze interpretative relative alla durata del Msa; invito che è stato declinato da Tim affermando testualmente che “il tema della durata contrattuale non è al momento di alcuna attualità”. (AGI)
AGGIORNAMENTO 15:53
(AGI) - Roma, 29 mar. -
MODELLO INDUSTRIALE E STRUTTURA DEGLI ACCORDI
Inwit ricorda che gli Msa sono contratti di lungo periodo, parte integrante di un’operazione industriale unitaria e inscindibile, che ha comportato ingenti investimenti per Inwit finanziati con equity e debito da parte di primari investitori nazionali ed internazionali, generando un beneficio
economico e finanziario di circa 5 miliardi di euro per Tim spa. La struttura dell’Msa è coerente con il modello infrastrutturale del settore, che richiede ingenti
investimenti iniziali e lunghi tempi di rientro.
UN’INFRASTRUTTURA STRATEGICA E NON REPLICABILE: IMPATTI SU 5G E SISTEMA PAESE
Inwit dispone infatti di oltre 26.000 torri distribuite capillarmente sul territorio nazionale, realizzate
nel tempo e collocate nelle principali aree strategiche, che rappresentano un’infrastruttura digitale critica, nel perimetro di sicurezza nazionale, difficilmente replicabile. Il 35% dei siti di Inwit si trova in posizioni uniche, situate nel cuore delle principali città, in aree montane e borghi; più in
generale, circa il 75% della rete non è replicabile.
L’abbandono dei siti di Inwit imporrebbe la realizzazione di una rete alternativa di almeno 15 mila nuove torri, che – ipotizzando un roll-out medio di 500 torri annue - richiederebbe almeno 30 anni, con impatti negativi sulla qualità del servizio e con un costo di ulteriori 2 miliardi di euro. Ma anche con impatti ambientali notevoli, con l'emissione di oltre 500.000 tonnellate di CO2 addizionali.
Anche sotto il profilo economico, tale scelta si rivela del tutto irragionevole. I corrispettivi applicati
da Inwit sono estremamente competitivi e ben al di sotto della media europea, anche in ragione del fatto che il canone previso dall’Msa include diritti esclusivi di riserva di spazio e, in taluni casi, veri e propri diritti di veto rispetto alla concessione di ospitalità a beneficio di terzi, che esulano
dagli standard contrattuali previsti dagli Msa a livello internazionale.
La duplicazione delle reti infrastrutturali è dunque priva di ogni ragione industriale, economica ed ambientale e rischia di tradursi in un utilizzo inefficiente e poco sostenibile delle risorse, senza benefici proporzionati in termini di copertura o qualità del servizio. Un approccio di questo tipo ha inoltre impatti negativi sulla continuità e sulla capillarità della copertura, in particolare nello sviluppo delle reti 5G. Tali dinamiche avrebbero effetti negativi per
cittadini, imprese e territori, rallentando il percorso di digitalizzazione e incidendo sulla competitività complessiva del Paese.
DISPONIBILITÀ AL CONFRONTO E IMPEGNO PER IL PAESE
Inwit conferma la propria disponibilità a valutare interventi migliorativi rispetto all’attuale assetto del contratto, in continuità con le originarie previsioni dell’Msa, perseguendo con rigorosa logica industriale soluzioni che garantiscano efficienza e benefici condivisi per tutti gli attori coinvolti. (AGI)