(AGI) - Bruxelles, 21 apr. - Non c’è accordo tra gli Stati membri sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Ue e Israele. Il punto è stato discusso oggi nel corso del Consiglio Affari Esteri dell’Ue, che si è svolto a Lussemburgo.
In mattinata, arrivando alla riunione, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Bueno aveva ribadito la necessità di una presa di posizione dell’Unione europea: “Israele deve cambiare rotta, la guerra non può essere l’unico modo in cui si relaziona con i suoi vicini mediorientali. E la domanda che porrò a tutti gli altri Paesi dell’Unione europea è: cos’altro deve accadere perché l’Ue sia scossa dal modo in cui Israele gestisce le sue relazioni con gli altri Stati mediorientali?”.
Un appello che però non ha scosso gli animi degli omologhi europei, come ha spiegato l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas, che al termine della riunione ha illustrato la posizione dei ministri degli Esteri dei 27 stati membri. “Poiché la sospensione dell’accordo di associazione richiede un voto unanime, il sostegno necessario non era presente in aula. Le misure che abbiamo già sul tavolo, che richiedono una maggioranza qualificata, impongono agli Stati membri di cambiare posizione. Oggi non l’abbiamo vista, ma questi dibattiti continueranno”, ha dichiarato Kallas.
L'Alto rappresentante ha spiegato che durante la riunione sono state avanzate proposte per una sospensione totale – esplicitamente presentate da Spagna, Irlanda e Slovenia – o per una sospensione parziale, che limiterebbe le concessioni commerciali dell’accordo di associazione Ue‑Israele. Allo stesso tempo, ha aggiunto, sono state avanzate proposte per limitare gli scambi commerciali provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
In ogni caso, l’Alto Rappresentante ha chiarito che alcuni Stati membri “hanno espresso la loro opposizione a tali proposte”. (AGI)
IL PUNTO = Ue no accordo su sospensione intesa con Israele
AGGIORNAMENTO 19:38
(AGI) - Bruxelles, 21 apr. - Non c’è accordo tra gli Stati membri sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Ue e Israele. Il punto è stato discusso oggi nel corso del Consiglio Affari Esteri dell’Ue, che si è svolto a Lussemburgo.
In mattinata, arrivando alla riunione, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Bueno aveva ribadito la necessità di una presa di posizione dell’Unione europea: “Israele deve cambiare rotta, la guerra non può essere l’unico modo in cui si relaziona con i suoi vicini mediorientali. E la domanda che porrò a tutti gli altri Paesi dell’Unione europea è: cos’altro deve accadere perché l’Ue sia scossa dal modo in cui Israele gestisce le sue relazioni con gli altri Stati mediorientali?”.
Un appello che però non ha scosso gli animi degli omologhi europei, come ha spiegato l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas, che al termine della riunione ha illustrato la posizione dei ministri degli Esteri dei 27 stati membri. “Poiché la sospensione dell’accordo di associazione richiede un voto unanime, il sostegno necessario non era presente in aula. Le misure che abbiamo già sul tavolo, che richiedono una maggioranza qualificata, impongono agli Stati membri di cambiare posizione. Oggi non l’abbiamo vista, ma questi dibattiti continueranno”, ha dichiarato Kallas.
L'Alto rappresentante ha spiegato che durante la riunione sono state avanzate proposte per una sospensione totale – esplicitamente presentate da Spagna, Irlanda e Slovenia – o per una sospensione parziale, che limiterebbe le concessioni commerciali dell’accordo di associazione Ue‑Israele. Allo stesso tempo, ha aggiunto, sono state avanzate proposte per limitare gli scambi commerciali provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
In ogni caso, l’Alto Rappresentante ha chiarito che alcuni Stati membri “hanno espresso la loro opposizione a tali proposte”. (AGI)
AGGIORNAMENTO 19:38
(AGI) - Bruxelles, 21 apr. - A opporsi alla sospensione sono Italia e Germania. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente nella sessione pomeridiana dei lavori, ha ribadito che “è meglio sanzionare individualmente, penso ai coloni violenti rafforzando le sanzioni, ma non credo che bloccare l’accordo commerciale sia uno strumento utile perché colpirebbe la popolazione israeliana”. Sulla stessa linea anche il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che ha definito la proposta di Spagna, Irlanda e Slovenia “inappropriata” e ha aggiunto: “Dobbiamo parlare con Israele delle questioni cruciali. Questo deve avvenire in un dialogo critico e costruttivo con Israele”.
Sollecitata dai giornalisti sull’accusa che l’Ue perda credibilità di fronte alla questione palestinese, Kallas ha respinto le illazioni. Ha sottolineato il sostegno che l’Unione sta offrendo ai palestinesi e ha affermato che “ogni volta che qualcuno solleva la questione dei doppi standard, chiedo anche io in anticipo cosa stiano facendo per Gaza e per i palestinesi, e di solito le azioni dell’Unione europea sono sempre più efficaci”.
“Non abbiamo un accordo completo su tutte queste questioni. Ma la sospensione dell’accordo di associazione fermerà l’espansione in Cisgiordania? Probabilmente no. Le proposte ci sono, ma non abbiamo un accordo. Quindi concentriamoci sulle questioni su cui effettivamente abbiamo un accordo”, ha commentato Kallas.
Immediate le reazioni sul fronte politico a Bruxelles, con il Pd che bolla la posizione del governo italiano come “vergognosa” e chiede “a quale livello di impunità dovrà arrivare Netanyahu perché il governo dica basta?”. (AGI)