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Il Punto = Spionaggio: notizie riservate a Russia, 2 arresti

Cronaca

(AGI) - Roma, 7 lug. - Due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma e della procura Militare di Roma su un presunto caso di spionaggio in favore della Russia. I carabinieri del Ros hanno eseguito due misure cautelari e una serie di perquisizioni nei confronti degli indagati e di altre cinque persone, accusate a vario titolo di reati che vanno dallo spionaggio alla rivelazione di segreti di Stato, fino all'accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate nel maggio 2025, il principale indagato è un ex appartenente all'intelligence nazionale ed ex sottufficiale dell'Arma dei carabinieri, di 59 anni, già in servizio all'Aisi e in pensione da diversi anni. Anche l'altro arrestato è un ex appartenente all'Aisi. Entrambi sono accusati di aver raccolto e ceduto informazioni riservate a un presunto agente dell'intelligence militare russa (Gru), accreditato in Italia con copertura diplomatica e quindi titolare di immunità. Gli investigatori contestano in particolare la trasmissione, dietro compenso in denaro, di informazioni classificate riguardanti la sicurezza nazionale, comprese notizie di carattere militare e i nominativi di appartenenti ai servizi segreti italiani e al Ros. (AGI) 
   

AGGIORNAMENTO 19:43

(AGI) - Roma, 7 lug. - Due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma e della procura Militare di Roma su un presunto caso di spionaggio in favore della Russia. I carabinieri del Ros hanno eseguito due misure cautelari e una serie di perquisizioni nei confronti degli indagati e di altre cinque persone, accusate a vario titolo di reati che vanno dallo spionaggio alla rivelazione di segreti di Stato, fino all'accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate nel maggio 2025, il principale indagato è un ex appartenente all'intelligence nazionale ed ex sottufficiale dell'Arma dei carabinieri, di 59 anni, già in servizio all'Aisi e in pensione da diversi anni. Anche l'altro arrestato è un ex appartenente all'Aisi. Entrambi sono accusati di aver raccolto e ceduto informazioni riservate a un presunto agente dell'intelligence militare russa (Gru), accreditato in Italia con copertura diplomatica e quindi titolare di immunità. Gli investigatori contestano in particolare la trasmissione, dietro compenso in denaro, di informazioni classificate riguardanti la sicurezza nazionale, comprese notizie di carattere militare e i nominativi di appartenenti ai servizi segreti italiani e al Ros. (AGI) 
   

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AGGIORNAMENTO 19:43

(AGI) - Roma, 7 lug. - Secondo la ricostruzione della procura, il presunto agente russo esponeva le proprie esigenze informative durante incontri riservati, mentre il principale indagato provvedeva successivamente a reperire le informazioni richieste attraverso una rete di fonti italiane. Nel fascicolo risultano coinvolte complessivamente sei fonti, tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi ad alto livello di riservatezza. Per questi ultimi la procura Militare di Roma ha disposto perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nell'ambito di un procedimento che ipotizza, tra gli altri, i reati di rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e procacciamento di notizie segrete. Le accuse nei confronti di tutti gli indagati dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Il Ros ha confermato che le misure cautelari riguardano i reati di spionaggio di notizie di cui è vietata la divulgazione, rivelazione di notizie segrete e accesso abusivo a sistemi informatici o telematici. L'indagine si è sviluppata attraverso attività tecniche, servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha espresso "apprezzamento per il lavoro svolto dalla magistratura e dagli investigatori", sottolineando che "non può esserci alcuna tolleranza" nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza della Repubblica. Il ministro ha inoltre disposto la piena collaborazione dell'Amministrazione della Difesa con l'autorità giudiziaria e ha ribadito che la tutela delle informazioni classificate rappresenta "un interesse primario dello Stato". Dal mondo politico sono arrivati anche i commenti del deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone, che ha parlato di una "aggressiva strategia di destabilizzazione geopolitica e spionaggio militare" da parte di Mosca, e del vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir Enrico Borghi, secondo il quale l'inchiesta conferma il quadro di una "guerra ibrida" condotta dalla Russia contro l'Italia attraverso disinformazione, cyberattacchi e attività di intelligence. (AGI) 
 

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