(AGI) - Roma, 7 lug. - Il presidente francese Emmanuel Macron è volato in Siria, il primo capo di Stato europeo a visitare il Paese dalla caduta di Bashar al-Assad e la presa del potere da parte del leader siriano Ahmed al-Sharaa nel dicembre 2024. Nonostante gli sforzi della nuova amministrazione, la Siria è percorsa tuttora da tensioni settarie e terrorismo, come dimostrato dalla duplice esplosione di stamane: due bombe sono scoppiate a distanza ravvicinata vicino all'hotel Four Seasons dove alloggiava Macron, poco dopo che il corteo francese si era mosso per recarsi al palazzo presidenziale.
Almeno 18 i feriti, tra i quali quattro agenti, ha fatto sapere il ministero dell'Interno siriano, precisando che gli ordigni, piazzati in un'auto parcheggiata lungo la strada e in un cassonetto dei rifiuti, sono detonati "mentre erano in corso i preparativi" per il loro disinnesco.
Il capo dell'Eliseo è sano e salvo e ha proseguito la sua visita, come ha riferito l'Eliseo, e poi lui stesso su X, sottolineando che "niente potrà soffocare l'aspirazione delle siriane e dei siriani a vivere in una Siria pienamente sovrana, sicura, pluralista, unita". Già la settimana scorsa c'era stato un attentato in un caffè di Damasco e 10 persone erano state uccise. L'annuncio della visita di Macron era stata posticipata proprio per motivi di sicurezza.
Una visita, quella del presidente francese, cruciale nelle relazioni bilaterali ma anche nello scacchiere internazionale, dove Damasco sta giocando da tempo la sua partita per rientrare a pieno titolo e trovare sostegno e fondi per ricostruire il Paese, dopo oltre un decennio di guerra civile.
In un incontro per discutere della ricostruzione postbellica, al-Sharaa ha sottolineato la volontà di fare di Damasco un hub di transito per il commercio globale. "Dopo la crisi dello Stretto di Hormuz, il mondo si rende conto del valore di corridoi sicuri e stabili". Il leader siriano ha messo l'accento sulla "importanza della geografia della Siria" e sul suo "ruolo vitale come collegamento indispensabile nel mercato globale dei corridoi", affermando di volere "la Francia come nostro partner principale in questo percorso". Un "partenariato strategico" che Damasco vuole prendere come "modello per le relazioni con l'Europa e con il mondo intero", ha aggiunto al-Sharaa. (AGI)
IL PUNTO = Siria: Macron a Damasco, bombe nella capitale
AGGIORNAMENTO 16:08
(AGI) - Roma, 7 lug. - Il presidente francese Emmanuel Macron è volato in Siria, il primo capo di Stato europeo a visitare il Paese dalla caduta di Bashar al-Assad e la presa del potere da parte del leader siriano Ahmed al-Sharaa nel dicembre 2024. Nonostante gli sforzi della nuova amministrazione, la Siria è percorsa tuttora da tensioni settarie e terrorismo, come dimostrato dalla duplice esplosione di stamane: due bombe sono scoppiate a distanza ravvicinata vicino all'hotel Four Seasons dove alloggiava Macron, poco dopo che il corteo francese si era mosso per recarsi al palazzo presidenziale.
Almeno 18 i feriti, tra i quali quattro agenti, ha fatto sapere il ministero dell'Interno siriano, precisando che gli ordigni, piazzati in un'auto parcheggiata lungo la strada e in un cassonetto dei rifiuti, sono detonati "mentre erano in corso i preparativi" per il loro disinnesco.
Il capo dell'Eliseo è sano e salvo e ha proseguito la sua visita, come ha riferito l'Eliseo, e poi lui stesso su X, sottolineando che "niente potrà soffocare l'aspirazione delle siriane e dei siriani a vivere in una Siria pienamente sovrana, sicura, pluralista, unita". Già la settimana scorsa c'era stato un attentato in un caffè di Damasco e 10 persone erano state uccise. L'annuncio della visita di Macron era stata posticipata proprio per motivi di sicurezza.
Una visita, quella del presidente francese, cruciale nelle relazioni bilaterali ma anche nello scacchiere internazionale, dove Damasco sta giocando da tempo la sua partita per rientrare a pieno titolo e trovare sostegno e fondi per ricostruire il Paese, dopo oltre un decennio di guerra civile.
In un incontro per discutere della ricostruzione postbellica, al-Sharaa ha sottolineato la volontà di fare di Damasco un hub di transito per il commercio globale. "Dopo la crisi dello Stretto di Hormuz, il mondo si rende conto del valore di corridoi sicuri e stabili". Il leader siriano ha messo l'accento sulla "importanza della geografia della Siria" e sul suo "ruolo vitale come collegamento indispensabile nel mercato globale dei corridoi", affermando di volere "la Francia come nostro partner principale in questo percorso". Un "partenariato strategico" che Damasco vuole prendere come "modello per le relazioni con l'Europa e con il mondo intero", ha aggiunto al-Sharaa. (AGI)
AGGIORNAMENTO 16:08
(AGI) - Roma, 7 lug. - Una visione sposata da Macron che, accompagnato dai vertici di importanti aziende francesi, ha affermato di sperare di "fare della Siria un hub regionale a lungo termine", "in cui costruire nuove catene logistiche e infrastrutture per l'energia e i dati".
Il capo dell'Eliseo ha sottolineato la sua "convinzione che in Siria stia sorgendo una nuova era" alla quale la Francia e le sue imprese desiderano "partecipare". Durante il forum economico, sono stati firmati una quindicina di intese insieme a un accordo bilaterale "per sostenere la ricostruzione della Siria, rafforzarne la sicurezza e favorirne il ritorno alla prosperità". L'auspicio di Damasco è che si passi "da memorandum d'intesa a contratti esecutivi con scadenze precise".
Il presidente francese non ha nascosto le tante sfide che il Paese si trova ad affrontare per mantenere la stabilità e promuovere la ricostruzione, esortando a "non lasciarsi destabilizzare". "E' necessario un vero stato di diritto per sostituire la dittatura", ha affermato, convinto che questo "consentirà la costruzione di una nuova Siria e la sua prosperità". La Francia è al fianco di al-Sharaa per "esprimere fiducia nel popolo siriano, nel suo lavoro per portare pace, sicurezza e prosperità".
Una prospettiva che trova riscontro anche nel comune impegno a far tornare gli ambasciatori "a testimonianza del ritorno alla normalità delle relazioni diplomatiche", ha sottolineato al-Sharaa. L'ambasciata francese a Damasco è stata chiusa nel 2012 a causa della guerra civile. Dopo la caduta di Assad, Parigi ha nominato un incaricato d'affari.
L'ultimo presidente francese a visitare la Siria era stato Nicolas Sarkozy nel 2009, prima che Bashar al-Assad reprimesse brutalmente le proteste pro-democrazia nel 2011, scatenando un conflitto che ha causato oltre mezzo milione di morti e devastato le infrastrutture e l'industria del Paese. Nel maggio 2025, meno di sei mesi dopo la presa del potere da parte di al-Sharaa, Macron lo ospitò in Francia, prima visita ufficiale del leader siriano in un Paese europeo.
Tra i temi discussi dai due leader, anche la "sistematica aggressione israeliana" contro la quale al-Sharaa ha chiesto alla Francia di svolgere un "ruolo attivo". Da parte sua, Macron ha affermato che le "incursioni", le "interferenze" e gli "attacchi" da parte dei Paesi confinanti sono "inaccettabili". (AGI)