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IL PUNTO = Omaggio dignitari stranieri apre funerali Khamenei

Estero

(AGI) - Roma, 3 lug. - Con l'omaggio di alti funzionari iraniani e stranieri arrivati alla Grande Moschea di Teheran sono iniziati i sei giorni di cerimonie per i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno dell'attacco americano-israeliano alla Repubblica islamica, il 28 febbraio.
    Per quattro mesi, l'Iran ha temuto che fosse troppo pericoloso dare degna sepoltura all'ayatollah che ha retto il Paese per 37 anni col pugno di ferro. Nell'islam, i funerali dovrebbero essere celebrati entro un giorno dalla morte, ma a causa dei rischi legati alla sicurezza per un evento di tale portata, la cerimonia è stata rinviata fino al raggiungimento dell'accordo di tregua provvisoria il mese scorso. Ora - confidando anche nella 'distrazione' degli Stati Uniti per le celebrazioni del 250° anniversario dell'indipendenza domani - milioni di iraniani si preparano a piangere Khamenei, con riti funebri che si snoderanno tra Iran e Iraq, in un mix di propaganda, devozione alla Repubblica islamica e zelo rivoluzionario. 
     Le autorità si aspettano tra i 15 e i 20 milioni di persone per la cerimonia funebre nella sola capitale dove da domani mattina anche i cittadini comuni potranno recarsi alla camera ardente. La bara dove giace la salma dell'ayatollah Khamenei - sulla cui integrità e conservazione sono circolati voci e dubbi - è stata avvolta nella bandiera iraniana ed esposta insieme a quelle dei familiari uccisi con lui nella grande sala di preghiera costruita in onore del suo predecessore, Ruhollah Khomeini. (AGI)

AGGIORNAMENTO 17:57

(AGI) - Roma, 3 lug. - Con l'omaggio di alti funzionari iraniani e stranieri arrivati alla Grande Moschea di Teheran sono iniziati i sei giorni di cerimonie per i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno dell'attacco americano-israeliano alla Repubblica islamica, il 28 febbraio.
    Per quattro mesi, l'Iran ha temuto che fosse troppo pericoloso dare degna sepoltura all'ayatollah che ha retto il Paese per 37 anni col pugno di ferro. Nell'islam, i funerali dovrebbero essere celebrati entro un giorno dalla morte, ma a causa dei rischi legati alla sicurezza per un evento di tale portata, la cerimonia è stata rinviata fino al raggiungimento dell'accordo di tregua provvisoria il mese scorso. Ora - confidando anche nella 'distrazione' degli Stati Uniti per le celebrazioni del 250° anniversario dell'indipendenza domani - milioni di iraniani si preparano a piangere Khamenei, con riti funebri che si snoderanno tra Iran e Iraq, in un mix di propaganda, devozione alla Repubblica islamica e zelo rivoluzionario. 
     Le autorità si aspettano tra i 15 e i 20 milioni di persone per la cerimonia funebre nella sola capitale dove da domani mattina anche i cittadini comuni potranno recarsi alla camera ardente. La bara dove giace la salma dell'ayatollah Khamenei - sulla cui integrità e conservazione sono circolati voci e dubbi - è stata avvolta nella bandiera iraniana ed esposta insieme a quelle dei familiari uccisi con lui nella grande sala di preghiera costruita in onore del suo predecessore, Ruhollah Khomeini. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 17:57

(AGI) - Roma, 3 lug. - I parenti del padre della Rivoluzione islamica sono stati tra i primi ad arrivare alla camera ardente, dove erano presenti anche i vertici del governo: il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, l'influente capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, e Ahmad Vahidi, numero uno del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, pilastro del nuovo regime.
   Sono loro ad aver accolto le delegazioni straniere da Paesi alleati e della regione. Nel contesto dei negoziati in corso con Washington, i funerali hanno assunto anche una dimensione diplomatica, con visite da parte di rappresentanti di diversi Paesi chiave come il primo ministro pakistano Shebaz Sharif, il cui Paese media tra Iran e Usa, l'ex presidente russo Dmitri Medvedev e il vicepresidente del Parlamento cinese, He Wei. 
     All'omaggio a Khamenei hanno partecipato anche il ministro degli Esteri del governo talebano e delegazioni di Hezbollah e Hamas, parte dell'Asse della Resistenza, e Jihad Islamica. L'India ha inviato un rappresentante e a riprova dei cambiamenti che la guerra ha creato negli equilibri regionali, lo ha fatto anche l'Arabia Saudita.     
     Nessun dignitario straniero potrà, però, far passare inosservata la vistosa assenza del figlio e successore di Khamenei, il figlio Mojtaba, mai apparso in pubblico dopo la sua nomina. Se la nuova Guida Suprema dovesse palesarsi, di persona o tramite video, ci si aspetta di capire meglio non solo le sue condizioni fisiche - probabilmente è stato gravemente ferito durante la guerra - ma anche il suo reale peso all'interno del nuovo regime. 
    Nel sistema teocratico iraniano, la Guida Suprema è la massima autorità politica e religiosa. La morte di Khamenei in un attacco nemico si inserisce in una potente tradizione sciita di martirio e lutto, e il regime ha lavorato per trasformare le esequie in una prova di forza, resistenza e unità dopo la guerra e le massicce proteste anti-governative represse nel sangue, a gennaio. 
   Il funerale si svolge, però, in un momento critico per la Repubblica islamica. A quasi cinquant'anni dalla Rivoluzione del 1979 e nonostante le costanti dichiarazioni di unità nazionale, il Paese è diviso al suo interno. Secondo gli analisti, il sostegno alla leadership è estremamente esiguo, anni di sanzioni e corruzione hanno paralizzato l'economia creando un diffuso malcontento acuito dalla violenza sempre maggiore con cui il regime reprime puntualmente ogni nuova manifestazione di dissenso o protesta. (AGI) 

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