(AGI) - Roma, 3 lug. - L'Italia si presenta al vertice Nato di Ankara - di martedì e mercoledì - con una linea che punta a coniugare il rafforzamento della sicurezza collettiva con un approccio più ampio rispetto alla sola spesa militare, rivendicando il ruolo del fianco sud dell'Alleanza - “che presenta minacce quanto quello orientale” -, il sostegno all'Ucraina - “che non è solo militare ma può essere anche energetico” - e un rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa, vista l'evoluzione sul terreno. Mantiene la rotta dell’aumento della spesa per la difesa, con l’impegno assunto lo scorso anno del 5% entro il 2035, pur ammettendo che è un orizzonte per ora lontano.
Sullo sfondo, politicamente parlando, rimangono le tensioni del presidente americano, Donald Trump, con i suoi alleati europei. Fonti italiane spiegano che non è un programma un bilaterale della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il leader americano, "come non lo era al vertice di Evian". Il sentore è che comunque il capo della Casa Bianca non farà deragliare il vertice con affermazioni belligeranti, se non altro per confermare il rispetto verso il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo ha portato ad accettare l’invito al summit. Meloni nelle scorse ore ha avuto una telefonata proprio con Erdogan in vista del vertice. Nel colloquio si è parlato anche di Libia, con la premier che ha ribadito l’impegno di Roma per una riunificazione del Paese.
Tornando ad Ankara. Il vertice ruoterà attorno a quattro pilastri principali: il nuovo concetto di sicurezza, il sostegno a Kiev, l'attenzione al fianco sud e il rafforzamento dell'industria della difesa. Gli ambasciatori dei Trentadue del Consiglio Atlantico hanno già dato il via libera alle conclusioni, anche questa volta brevi e molto politiche. Per avere l’ufficialità bisogna aspettare mercoledì. E’ confermato l’impegno degli alleati di stanziare 70 miliardi nel 2026 e altrettanti nel 2027 a favore dell’Ucraina. Nel dettaglio, si tratta di 40 miliardi prettamente Nato e 30 miliardi dal prestito dell’Unione europea. Dal fronte italiano non ci sono ancora impegni precisi sull’ammontare del sostegno così come viene confermato che per ora non è prevista una partecipazione a Purl, l’iniziativa Nato per l’acquisto di armi Usa da destinare a Kiev. La linea italiana - senza ancora sciogliere il nodo se e quanto richiedere di prestiti europei per la difesa nell’ambito del programma Safe - punta a estendere il concetto di difesa a protezione delle infrastrutture critiche, sicurezza energetica, cybersicurezza, resilienza delle catene di approvvigionamento e capacità di risposta alle emergenze. "È proprio questo approccio a consentire di inserire nel calcolo dell'obiettivo del 5% anche una serie di investimenti non strettamente militari", spiegano le fonti. (AGI)
IL PUNTO = Nato: Italia a summit, sicurezza non solo militare
AGGIORNAMENTO 18:55
(AGI) - Roma, 3 lug. - L'Italia si presenta al vertice Nato di Ankara - di martedì e mercoledì - con una linea che punta a coniugare il rafforzamento della sicurezza collettiva con un approccio più ampio rispetto alla sola spesa militare, rivendicando il ruolo del fianco sud dell'Alleanza - “che presenta minacce quanto quello orientale” -, il sostegno all'Ucraina - “che non è solo militare ma può essere anche energetico” - e un rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa, vista l'evoluzione sul terreno. Mantiene la rotta dell’aumento della spesa per la difesa, con l’impegno assunto lo scorso anno del 5% entro il 2035, pur ammettendo che è un orizzonte per ora lontano.
Sullo sfondo, politicamente parlando, rimangono le tensioni del presidente americano, Donald Trump, con i suoi alleati europei. Fonti italiane spiegano che non è un programma un bilaterale della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il leader americano, "come non lo era al vertice di Evian". Il sentore è che comunque il capo della Casa Bianca non farà deragliare il vertice con affermazioni belligeranti, se non altro per confermare il rispetto verso il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo ha portato ad accettare l’invito al summit. Meloni nelle scorse ore ha avuto una telefonata proprio con Erdogan in vista del vertice. Nel colloquio si è parlato anche di Libia, con la premier che ha ribadito l’impegno di Roma per una riunificazione del Paese.
Tornando ad Ankara. Il vertice ruoterà attorno a quattro pilastri principali: il nuovo concetto di sicurezza, il sostegno a Kiev, l'attenzione al fianco sud e il rafforzamento dell'industria della difesa. Gli ambasciatori dei Trentadue del Consiglio Atlantico hanno già dato il via libera alle conclusioni, anche questa volta brevi e molto politiche. Per avere l’ufficialità bisogna aspettare mercoledì. E’ confermato l’impegno degli alleati di stanziare 70 miliardi nel 2026 e altrettanti nel 2027 a favore dell’Ucraina. Nel dettaglio, si tratta di 40 miliardi prettamente Nato e 30 miliardi dal prestito dell’Unione europea. Dal fronte italiano non ci sono ancora impegni precisi sull’ammontare del sostegno così come viene confermato che per ora non è prevista una partecipazione a Purl, l’iniziativa Nato per l’acquisto di armi Usa da destinare a Kiev. La linea italiana - senza ancora sciogliere il nodo se e quanto richiedere di prestiti europei per la difesa nell’ambito del programma Safe - punta a estendere il concetto di difesa a protezione delle infrastrutture critiche, sicurezza energetica, cybersicurezza, resilienza delle catene di approvvigionamento e capacità di risposta alle emergenze. "È proprio questo approccio a consentire di inserire nel calcolo dell'obiettivo del 5% anche una serie di investimenti non strettamente militari", spiegano le fonti. (AGI)
AGGIORNAMENTO 18:55
(AGI) - Roma, 3 lug. - Calcolatrice alla mano, Roma arriverà ad Ankara con una spesa complessiva pari al 2,8% del Pil, composta dal 2,09% di spese tradizionali per la difesa e dallo 0,71% relativo al nuovo concetto di sicurezza, pari a circa 15 miliardi di euro. In questa quota rientrano appunto investimenti per la sicurezza energetica, la cybersicurezza e la protezione delle frontiere. Pur essendo possibile arrivare fino all'1,5% per questa componente, l'Italia ha scelto una crescita graduale, rinviando gli incrementi agli anni successivi. L’obiettivo fissato all'Aia di raggiungere il 5% entro il 2035 resta la direzione di marcia condivisa dal governo insieme agli altri alleati. L'Italia, evidenziano, è già passata dall'1,6% al 2,8% in due anni e continuerà lungo una traiettoria di crescita costante, favorita anche dall'ampliamento del concetto di sicurezza che consente di contabilizzare nuove tipologie di investimenti.
Quanto al possibile ridimensionamento della presenza militare americana in Europa, le fonti diplomatiche invitano a distinguere tra un eventuale riposizionamento degli assetti e un disimpegno degli Stati Uniti dall'Alleanza. Lo spostamento dell'attenzione strategica americana verso l'Indo-Pacifico viene descritto come "un orientamento consolidato da diverse amministrazioni e non come un elemento nuovo". Il cosiddetto "burden shifting", cioè una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli europei, è considerato un processo già avviato da tempo e non incompatibile con il mantenimento del ruolo centrale degli Stati Uniti nella Nato. Sul dossier ucraino, le fonti italiane spiegano che Roma condivide la necessità di mantenere la pressione sulla Russia ma avrebbe preferito, per il biennio 2026-2027, un'impostazione analoga a quella adottata negli anni precedenti, con decisioni rinnovate di anno in anno. Una soluzione che avrebbe lasciato maggiore spazio a eventuali sviluppi del negoziato di pace. Alla fine ha però prevalso il consenso della maggioranza degli alleati favorevoli a un impegno biennale, in parallelo con quello già assunto dall'Unione europea.
Il summit confermerà quindi la linea dei 40 miliardi di euro di contributi volontari della Nato a favore dell'Ucraina. E l’Italia insiste sull’elemento della volontarietà, anche perché il suo contributo non sarà prettamente militare. Allo stato attuale non sono all’orizzonte nuovi pacchetti, dopo quello adottato alla fine dello scorso anno. Per ora Roma continuerà a concentrarsi soprattutto sul sostegno al settore energetico ucraino, considerato essenziale per garantire il funzionamento di ospedali, scuole e servizi critici. A questo si aggiungono i 90 miliardi di euro di sostegno europeo per il biennio 2026-2027, ai quali l'Italia contribuirà attraverso la propria quota nell'ambito dell'Unione europea. (AGI)