(AGI) - Roma, 12 mar. - È stato un drone 'shahed' a colpire nella notte la base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno: l'attacco nella serata di mercoledì non ha causato feriti, ma da quanto si è appreso ha distrutto un mezzo militare e ha provocato danni a infrastrutture della base. Illeso il personale italiano che si era già rifugiato nei bunker. Per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è trattato di un "attacco deliberato": "Quella è una base della Nato, quindi è anche americana, già nei giorni scorsi c'erano stati tentativi d'attacco".
Il ministro al Tg1 ha riferito che per i 141 militari italiani presenti a Erbil, tutti nella base di Camp Singara perché considerata più sicura rispetto agli alberghi, "era già in fase di programmazione un rientro che non è facile perché non è possibile mandare un aereo e deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia". Nelle ultime settimane sono già state fatte rientrare in Italia 102 persone e un'altra quarantina sono state spostate in Giordania.
Il ministro della Difesa ha sottolineato che si tratta di "un ritiro solo temporaneo" perché l'operazione 'Prima Parthica' di addestramento delle forze curde andrà avanti:
"Questa guerra dimostra sempre di più che la stabilizzazione di quelle zone è fondamentale perché tutte le volte che si infiammano ondate di danni arrivano dentro le nostre case, anche se sembrano lontane sono vicine per gli effetti che hanno sulla nostra vita quotidiana". Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso "ferma condanna" per quello che ha definito "un attacco inaccettabile".
La base colpita si trova vicino all'aeroporto di Erbil, al confine tra Siria, Turchia e Iran: il comprensorio fa parte di un'area militare più vasta che ospita anche forze Usa.
Dal 2014 ha accolto fino a 700 militari italiani, ora drasticamente ridotti, con il compito di addestrare i soldati dell'esercito Peshmerga e gli agenti delle Forze di polizia e di sicurezza Zeravani per la lotta all'Isis nella regione. Si tratta dell'Operazione Prima Parthica (o 'Inherent Resolve') contro i terroristi Isis in Iraq e Siria. L'addestramento, che si svolge nei campi di Benaslawa, Atrush e Sulaymaniyah, si focalizza sui tiratori scelti, la gestione delle sommosse, il combattimento urbano e quello in montagna e sulla formazione degli addestratori. Solo nel 2025 sono stati addestrati 1.200 militari curdi. (AGI)
IL PUNTO = M.O.: drone su base Erbil, 141 i militari italiani
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