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IL PUNTO = Mario Sechi sotto tutela per minacce anarchici

Cronaca

(AGI) - Roma, 27 mag. - Il direttore di Libero, Mario Sechi, è sotto tutela in quanto bersaglio di minacce provenienti dall'area anarco-insurrezionalista. Minacce arrivate in relazione ad alcuni editoriali scritti da Sechi sulla morte - avvenuta a Roma il 20 marzo scorso -, di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici che hanno perso la vita nell'esplosione dell’ordigno che stavano confezionando.
   Numerosi i messaggi di solidarietà arrivati all’ex direttore dell’AGI. "Nessuna intimidazione può mettere in discussione la libertà di espressione e il diritto di un giornalista di svolgere il proprio lavoro – scrive su X la premier Giorgia Meloni - Ferma condanna verso ogni forma di intolleranza e odio politico". Per il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, "Ogni intimidazione rivolta a un giornalista è un attacco alla libertà di stampa e al libero confronto democratico" mentre per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, "Tentare di intimidire la stampa significa provare a colpire un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche".
   "Piena solidarietà al direttore di Libero per le minacce ricevute" anche da Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma di governo: "Chi pensa di fermare la sua penna con questi metodi sbaglia, conosco Mario Sechi e so per certo che non è tipo da farsi intimidire". "Ferma condanna verso ogni forma di odio politico" viene espressa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto: "quando il dissenso degenera nella minaccia, si colpisce un principio che dovrebbe appartenere a tutti: il rispetto della libertà di espressione e il diritto di parlare senza essere trasformato in bersaglio". (AGI)

AGGIORNAMENTO 22:47

(AGI) - Roma, 27 mag. - Il direttore di Libero, Mario Sechi, è sotto tutela in quanto bersaglio di minacce provenienti dall'area anarco-insurrezionalista. Minacce arrivate in relazione ad alcuni editoriali scritti da Sechi sulla morte - avvenuta a Roma il 20 marzo scorso -, di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici che hanno perso la vita nell'esplosione dell’ordigno che stavano confezionando.
   Numerosi i messaggi di solidarietà arrivati all’ex direttore dell’AGI. "Nessuna intimidazione può mettere in discussione la libertà di espressione e il diritto di un giornalista di svolgere il proprio lavoro – scrive su X la premier Giorgia Meloni - Ferma condanna verso ogni forma di intolleranza e odio politico". Per il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, "Ogni intimidazione rivolta a un giornalista è un attacco alla libertà di stampa e al libero confronto democratico" mentre per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, "Tentare di intimidire la stampa significa provare a colpire un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche".
   "Piena solidarietà al direttore di Libero per le minacce ricevute" anche da Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma di governo: "Chi pensa di fermare la sua penna con questi metodi sbaglia, conosco Mario Sechi e so per certo che non è tipo da farsi intimidire". "Ferma condanna verso ogni forma di odio politico" viene espressa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto: "quando il dissenso degenera nella minaccia, si colpisce un principio che dovrebbe appartenere a tutti: il rispetto della libertà di espressione e il diritto di parlare senza essere trasformato in bersaglio". (AGI)

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AGGIORNAMENTO 22:47

(AGI) - Roma, 27 mag. - Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, parla di "gravi minacce che meritano una condanna netta e senza ambiguità. La libertà di informazione e il pluralismo delle idee costituiscono valori irrinunciabili". "Il confronto politico e giornalistico non può mai sconfinare nell’intimidazione", ribadisce su X Daniela Santanchè, ex ministro del Turismo e senatrice.
   Il presidente M5S Giuseppe Conte ha telefonato a Sechi condannando "con fermezza le derive violente che in nessun caso possono minare la libertà di espressione e il diritto di parola di un cittadino". Attestazioni di solidarietà - tra le tante - anche dal responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia  Giovanni Donzelli, dal responsabile Editoria della Lega Alessandro Morelli, dalla segretaria di Noi Moderati Mara Carfagna, dalla senatrice Michaela Biancofiore.
   Paolo Tripaldi, presidente dell’Associazione stampa romana, parla di "intimidazioni inquietanti che non possono essere tollerate e che rappresentano un attacco diretto ai principi democratici. La libertà di stampa è presidio essenziale della nostra democrazia e va tutelata con determinazione". Sulla stessa lunghezza d’onda le Giornaliste italiane, convinte che “Mario non si lascerà intimidire: ci troverà al suo fianco nella battaglia per il diritto-dovere di un giornalista di informare i cittadini".
   Per Unirai-Figec, “Colpire un giornalista per ciò che scrive significa colpire il diritto dei cittadini a essere informati. La libertà di stampa non può essere messa sotto scorta dal fanatismo". Solidarietà al loro direttore dal Cdr di Libero che ringrazia le forze dell'ordine "per la tutela assicurata come a tutti i giornalisti sotto minaccia". (AGI) 

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