(AGI) - Reggio Emilia, 13 mag. - Le mani nella creta, l’inchino ai bambini in piazza, le chiacchiere ‘fuori’ protocollo con i tanti ammiratori (circa tremila) assiepati dietro le transenne, l’abbraccio a una ragazza disabile e l’attenzione ai racconti delle maestre ultranovantenni. Poi, a un piccolo alunno che la reclama ancora promette: “Tornerò”. Kate Middleton incanta Reggio Emilia nel suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. “Un’icona di stile, una persona di grande empatia. E’ una di noi, l’incarnazione di Lady Diana”, racconta il suo pubblico italiano dopo averla vista.
La visita in Emilia è stata fortemente voluta dalla Principessa del Galles curiosa e determinata ad approfondire il "Reggio Emilia Approach", la filosofia educativa nata nel Dopoguerra da un’intuizione di Loris Malaguzzi (proteggere la creatività e rafforzare l’autonomia del bimbo) e poi diventata un modello di studio in tutto il mondo. Tailleur pantaloni blu pervinca con borsa coordinata, sorriso e passo sicuro: la moglie dell’erede al trono britannico arriva nella piazza ‘grande’ di Reggio Emilia all’ora di pranzo. Si intrattiene per diversi minuti con i bambini delle scuole d’infanzia che la attendono di fronte al Municipio. Abbraccia una ragazza disabile inglese che vive a Berlino per poi entrare insieme al sindaco Marco Massari nella sede del Comune. Qui riceve il Primo Tricolore la massima onorificenza cittadina conferita “per il suo profondo impegno per l'infanzia e per l'opera svolta attraverso la Royal Foundation for Early Childhood volta ad accrescere e a promuovere azioni concrete sull'importanza dei primi anni di vita dello sviluppo della persona”. “Sono affascinata dalla vostra filosofia, da come i bambini siano parte e al centro della comunità", dice Catherine dopo aver ascoltato nella sala rossa il racconto di Ione Bartoli, una delle pioniere del "Reggio Emilia Approach". C’era anche lei nel gruppo di donne che nel Dopoguerra, con i soldi ottenuti vendendo un carro armato abbandonato dai militari tedeschi in ritirata, costruì il primo asilo del popolo. (AGI)
IL PUNTO = Kate riparte dai bimbi a Reggio Emilia, “Tornerò”
AGGIORNAMENTO 21:51
(AGI) - Reggio Emilia, 13 mag. - Le mani nella creta, l’inchino ai bambini in piazza, le chiacchiere ‘fuori’ protocollo con i tanti ammiratori (circa tremila) assiepati dietro le transenne, l’abbraccio a una ragazza disabile e l’attenzione ai racconti delle maestre ultranovantenni. Poi, a un piccolo alunno che la reclama ancora promette: “Tornerò”. Kate Middleton incanta Reggio Emilia nel suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. “Un’icona di stile, una persona di grande empatia. E’ una di noi, l’incarnazione di Lady Diana”, racconta il suo pubblico italiano dopo averla vista.
La visita in Emilia è stata fortemente voluta dalla Principessa del Galles curiosa e determinata ad approfondire il "Reggio Emilia Approach", la filosofia educativa nata nel Dopoguerra da un’intuizione di Loris Malaguzzi (proteggere la creatività e rafforzare l’autonomia del bimbo) e poi diventata un modello di studio in tutto il mondo. Tailleur pantaloni blu pervinca con borsa coordinata, sorriso e passo sicuro: la moglie dell’erede al trono britannico arriva nella piazza ‘grande’ di Reggio Emilia all’ora di pranzo. Si intrattiene per diversi minuti con i bambini delle scuole d’infanzia che la attendono di fronte al Municipio. Abbraccia una ragazza disabile inglese che vive a Berlino per poi entrare insieme al sindaco Marco Massari nella sede del Comune. Qui riceve il Primo Tricolore la massima onorificenza cittadina conferita “per il suo profondo impegno per l'infanzia e per l'opera svolta attraverso la Royal Foundation for Early Childhood volta ad accrescere e a promuovere azioni concrete sull'importanza dei primi anni di vita dello sviluppo della persona”. “Sono affascinata dalla vostra filosofia, da come i bambini siano parte e al centro della comunità", dice Catherine dopo aver ascoltato nella sala rossa il racconto di Ione Bartoli, una delle pioniere del "Reggio Emilia Approach". C’era anche lei nel gruppo di donne che nel Dopoguerra, con i soldi ottenuti vendendo un carro armato abbandonato dai militari tedeschi in ritirata, costruì il primo asilo del popolo. (AGI)
AGGIORNAMENTO 21:51
(AGI) - Reggio Emilia, 13 mag. - Con la seconda tappa della giornata Kate entra nel vivo della filosofia educativa reggiana promossa nel mondo dal Reggio Children, il centro internazionale inaugurato nel 2006 e dedicato al fondatore Malaguzzi. Qui la principessa ascolta educatori e operatori. Poi si arrotola le maniche della giacca e partecipa ad un atelier lavorando la creta. “E' stata un'esperienza fantastica. Mi spiace non aver avuto tempo per rimanere più a lungo e scoprire tutte le altre cose che fate qui”, le sue parole sovrastate dal grido “Viva Reggio Emilia, viva Reggio Children", delle educatrici.
Coccolata dall’abbraccio della terra emiliana Kate ‘rompe’ più volte il protocollo reale. Come quando (ultima tappa della giornata) un bimbo della scuola comunale Anna Frank le chiede: “Puoi tornare qui un'altra volta?". "Si', certo", risponde lei in italiano. I piccoli alunni hanno chiacchierato con la principessa del Galles insieme ai genitori e agli insegnanti. Le hanno mostrato i loro disegni e il collage "forme del vento" tra disegni e pitture colorate. I bimbi hanno un accesso diretto alla cucina e a volte preparano i loro pasti insieme alle cuoche. Poi c’è la cosiddetta 'piazza' dove si affacciano gli spazi creativi e bimbi si muovono in libertà. La scuola Anna Frank nacque nel 1964 su iniziativa della comunità. Lo stesso nome, scelto da un'assemblea pubblica, è un monito alle nuove generazioni per lanciare un messaggio di pace. Una storia che ha colpito Kate. Uno degli 'asili' più belli del mondo, lo descrive chi ci lavora. "Capisco perché", dice la principessa. Infine l'incontro con le cuoche davanti ad alcune specialità locali. Kate non resiste all'erbazzone, ne chiede la ricetta e ne assaggia una fetta. Infine, la foto con i bimbi e la promessa: "Tornerò”. Nella seconda giornata a Reggio Emilia, domani, la principessa visiterà una scuola d’infanzia, un centro che promuove la sostenibilità ambientale e la creatività nel processo di apprendimento attraverso attività con materiali di scarto e un agriturismo. (AGI)