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IL PUNTO = Iran: tensione in mare ma colloqui Usa confermati

Estero

(AGI) - Roma, 3 feb. - I colloqui tra Stati Uniti e Iran - in programma questa settimana - sono confermati, nonostante il nuovo aumento di tensione militare nel Golfo, con un drone iraniano abbattuto dagli americani a causa del suo avvicinarsi in modo aggressivo alla portaerei Abraham Lincoln e un incidente nello Stretto di Hormuz che ha coinvolto una petroliera battente bandiera statunitense. A ribadire la linea di Washington verso i colloqui è stata la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo cui - dopo un confronto con l'inviato Steve Witkoff - "allo stato attuale" l’appuntamento è confermato. "Il presidente vuole sempre perseguire prima la via diplomatica, ma ovviamente servono due per ballare", ha aggiunto, sottolineando al tempo stesso che Donald Trump mantiene sul tavolo "una gamma di opzioni", compreso l’uso della forza militare, mentre "un gran numero" di navi da guerra statunitensi è ora nella regione.
L'incontro dovrebbe tenersi venerdì in Turchia anche se - secondo fonti solitamente ben informate di Axios - Teheran avrebbe chiesto di spostare la sede in Oman ed escludere la presenza di altri Paesi arabi e musulmani come membri osservatori dei negoziati. Insomma un confronto puramente bilaterale. (AGI)

AGGIORNAMENTO 19:35

(AGI) - Roma, 3 feb. - I colloqui tra Stati Uniti e Iran - in programma questa settimana - sono confermati, nonostante il nuovo aumento di tensione militare nel Golfo, con un drone iraniano abbattuto dagli americani a causa del suo avvicinarsi in modo aggressivo alla portaerei Abraham Lincoln e un incidente nello Stretto di Hormuz che ha coinvolto una petroliera battente bandiera statunitense. A ribadire la linea di Washington verso i colloqui è stata la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo cui - dopo un confronto con l'inviato Steve Witkoff - "allo stato attuale" l’appuntamento è confermato. "Il presidente vuole sempre perseguire prima la via diplomatica, ma ovviamente servono due per ballare", ha aggiunto, sottolineando al tempo stesso che Donald Trump mantiene sul tavolo "una gamma di opzioni", compreso l’uso della forza militare, mentre "un gran numero" di navi da guerra statunitensi è ora nella regione.
L'incontro dovrebbe tenersi venerdì in Turchia anche se - secondo fonti solitamente ben informate di Axios - Teheran avrebbe chiesto di spostare la sede in Oman ed escludere la presenza di altri Paesi arabi e musulmani come membri osservatori dei negoziati. Insomma un confronto puramente bilaterale. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 19:35

(AGI) - Roma, 3 feb. - Sul piano militare, il Pentagono ha fatto sapere che un caccia stealth F-35C ha abbattuto un drone iraniano che si sarebbe avvicinato in modo "aggressivo" alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Sempre martedì, il Central Command ha riferito che due imbarcazioni iraniane e un drone hanno avvicinato "ad alta velocità" la petroliera M/V Stena Imperative nello Stretto di Hormuz, minacciando di abbordarla e sequestrarla. La risposta è arrivata con l’intervento del cacciatorpediniere USS McFaul, con supporto dell’aeronautica americana, che ha scortato la nave, ora "in sicurezza" e in navigazione. L’episodio è stato ricostruito anche dalla società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech, secondo cui la petroliera sarebbe stata avvicinata da tre coppie di piccole imbarcazioni armate appartenenti ai Guardiani della Rivoluzione durante il transito a circa 16 miglia nautiche a nord dell’Oman (senza entrare nelle acque territoriali iraniane). Le unità avrebbero intimato via radio al comandante di "fermare i motori e prepararsi a essere abbordato", ma la nave avrebbe aumentato la velocità mantenendo la rotta.
Dalla parte iraniana, l’agenzia Fars ha sostenuto che un’imbarcazione — senza indicarne la nazionalità — sarebbe entrata illegalmente nelle acque territoriali iraniane nello Stretto di Hormuz, e che le unità iraniane avrebbero "chiesto" la documentazione necessaria. Secondo Fars, la nave "non aveva autorizzazione legale" e sarebbe stata avvertita, lasciando immediatamente le acque iraniane.
Lo Stretto, passaggio chiave per il trasporto globale di petrolio e gas naturale liquefatto, è stato più volte teatro di incidenti, e un alto funzionario delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione aveva minacciato la scorsa settimana di bloccare la rotta in caso di attacco statunitense.
In questo contesto di escalation, un ulteriore elemento di pressione politica è arrivato anche da Israele: l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha riferito che, in un incontro a Gerusalemme, Netanyahu avrebbe detto a Witkoff che l’Iran "non può essere considerato affidabile" alla vigilia del confronto previsto tra Washington e Teheran. Da Teheran, intanto, il presidente Masoud Pezeshkian ha confermato di aver ordinato l’avvio di colloqui con gli Stati Uniti, a condizione che si svolgano in un contesto privo di minacce. In un messaggio su X, Pezeshkian ha indicato di aver dato mandato al ministro degli Esteri di perseguire "negoziati equi e giusti" se esisterà "un ambiente adatto" senza "minacce e aspettative irragionevoli", aggiungendo che i contatti seguono richieste di "governi amici". (AGI)

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