(AGI) - Roma, 23 mar. - All'indomani dalle elezioni municipali, in Francia l'attenzione delle forze politiche, mai così frammentate, si sposta automaticamente sulle presidenziali del 2027. Sia la sinistra che la destra escono dalle votazioni divise mentre il centro presidenziale è alla ricerca di un successore e l'estrema destra è appesa alla decisione del tribunale sulla sorte di Marine Le Pen.
Numeri alla mano, secondo gli ultimi dati del ministero dell'Interno, la destra ha vinto le municipali del 15 e 22 marzo con in tutto 1.267 comuni conquistati. A seguire la sinistra, che governerà in 829 comuni, seguita dal centro, con 586 amministrazioni conquistate. Liste civiche e altre forze politiche indipendenti sono state elette in 579 comuni. In tutto 63 comuni sono andati all'estrema destra, 12 al centro-destra e solo 7 alla sinistra radicale.
La sinistra si è riconfermata alla guida di Parigi (Emmanuel Gregoire), Lione (Gregory Doucet) e Marsiglia (Benoit Payan). L''ondata verde' del 2020 si è quasi del tutto fermata sei anni dopo, con Lione che rimane l'unica grande città francese ancora governata dai Verdi.
Pur non avendo ottenuto una vittoria schiacciante, La France Insoumise (Lfi) si è comunque aggiudicata diversi comuni. La vittoria più significativa è stata a Roubaix, nel Nord, dove David Guiraud ha ottenuto il 53,19% dei voti contro il 25,55% del sindaco uscente (Destra Indipendente) Alexandre Garcin. Lfi ha conquistato anche le cariche di sindaco di Venissieux, Creil e Le Tampon (Reunion).
Il Rassemblement National (Rn) ha invece perso terreno nelle grandi città, ma è avanzato in quelle di medie dimensioni. Il partito di Jordan Bardella ha perso a Nimes, Marsiglia e Tolone, ma ha vinto nelle città di medie dimensioni quali Agde, Carcassonne, Lievin, Saint-Avold, Montargis, La Fleche e Tarascon. Un'altra vittoria di peso per l'estrema destra: la città di Nizza, dove Eric Ciotti, presidente del partito Udr e alleato del Rassemblement National, ha sconfitto il sindaco uscente, Christian Estrosi (Horizons). (AGI)
IL PUNTO = Francia: Paese frammentato guarda a presidenziali
AGGIORNAMENTO 12:34
(AGI) - Roma, 23 mar. - All'indomani dalle elezioni municipali, in Francia l'attenzione delle forze politiche, mai così frammentate, si sposta automaticamente sulle presidenziali del 2027. Sia la sinistra che la destra escono dalle votazioni divise mentre il centro presidenziale è alla ricerca di un successore e l'estrema destra è appesa alla decisione del tribunale sulla sorte di Marine Le Pen.
Numeri alla mano, secondo gli ultimi dati del ministero dell'Interno, la destra ha vinto le municipali del 15 e 22 marzo con in tutto 1.267 comuni conquistati. A seguire la sinistra, che governerà in 829 comuni, seguita dal centro, con 586 amministrazioni conquistate. Liste civiche e altre forze politiche indipendenti sono state elette in 579 comuni. In tutto 63 comuni sono andati all'estrema destra, 12 al centro-destra e solo 7 alla sinistra radicale.
La sinistra si è riconfermata alla guida di Parigi (Emmanuel Gregoire), Lione (Gregory Doucet) e Marsiglia (Benoit Payan). L''ondata verde' del 2020 si è quasi del tutto fermata sei anni dopo, con Lione che rimane l'unica grande città francese ancora governata dai Verdi.
Pur non avendo ottenuto una vittoria schiacciante, La France Insoumise (Lfi) si è comunque aggiudicata diversi comuni. La vittoria più significativa è stata a Roubaix, nel Nord, dove David Guiraud ha ottenuto il 53,19% dei voti contro il 25,55% del sindaco uscente (Destra Indipendente) Alexandre Garcin. Lfi ha conquistato anche le cariche di sindaco di Venissieux, Creil e Le Tampon (Reunion).
Il Rassemblement National (Rn) ha invece perso terreno nelle grandi città, ma è avanzato in quelle di medie dimensioni. Il partito di Jordan Bardella ha perso a Nimes, Marsiglia e Tolone, ma ha vinto nelle città di medie dimensioni quali Agde, Carcassonne, Lievin, Saint-Avold, Montargis, La Fleche e Tarascon. Un'altra vittoria di peso per l'estrema destra: la città di Nizza, dove Eric Ciotti, presidente del partito Udr e alleato del Rassemblement National, ha sconfitto il sindaco uscente, Christian Estrosi (Horizons). (AGI)
AGGIORNAMENTO 12:34
(AGI) - Roma, 23 mar. - Svolte politiche storiche si sono invece registrate in diverse città, tra cui Brest, passata a destra con Stephane Roudaut, dopo 37 anni sotto la bandiera socialista. Il feudo di Francois Hollande, Tulle in Correze, governata dai socialisti da 25 anni, è stata vinta dalla destra indipendente nonostante la fusione con la lista Pcf-Lfi-Verdi. Al contrario, a Pau l'ex premier e sindaco uscente Francois Bayrou (Modem) è stato sconfitto dal suo avversario socialista Jerome Marbot.
Durante le elezioni municipali, il divario tra il partito di sinistra radicale La France Insoumise e il Partito Socialista si è ulteriormente ampliato. Le loro alleanze tra i due turni di votazione, forgiate tra reciproci insulti, sono in gran parte fallite. Il leader Insoumis Jean-Luc Melenchon non ha ancora annunciato la sua candidatura alle presidenziali, ma è ampiamente previsto che lo faccia; è solo una questione di tempo.
La campagna elettorale per le municipali ha già prefigurato uno scontro con l'estrema destra alle presidenziali, dominata dal partito Rassemblement National (Rn). Il nome del candidato Rn dipenderà dalla sentenza alla sua storica leader, Marine Le Pen, attesa per il 7 luglio.
In primo grado, la già candidata alla presidenza per ben tre volte, era stata condannata a due anni di arresti domiciliari con braccialetto elettronico e al divieto di ricoprire cariche pubbliche per cinque anni, con effetto immediato, nel caso relativo agli assistenti di alcuni europarlamentari del Rassemblement National. Se la sentenza dovesse essere confermata, il candidato di Rn alle presidenziali sarà molto probabilmente Jordan Bardella per il quale il partito ha già iniziato a preparare il terreno. Bardella sta mostrando segnali di indipendenza, ma in ogni caso Rn è in testa nei sondaggi.
Negli altri partiti, la situazione è molto più confusa. Le primarie per la selezione di un candidato di sinistra sono previste per l'11 ottobre, anche se non tutte le forze riescono a mettersi d'accordo. La leader dei Verdi, Marine Tondelier, e due ex parlamentari di La France Insoumise intendono partecipare. L'ex presidente socialista Francois Hollande, tra gli altri, è invece contrario. Raphael Glucksmann, leader di Place Publique, si oppone alle primarie e con Melenchon sembrano essere i favoriti a sinistra nei sondaggi, che in questa fase vanno interpretati con cautela.(AGI)
AGGIORNAMENTO 12:34
(AGI) - Roma, 23 mar. - Il leader del Partito Socialista, Olivier Faure, che auspica l'unità contro l'estrema destra, sta preparando la propria candidatura, ma non l'ha ancora annunciata ufficialmente. Faure, ha affermato che Melenchon è "diventato oggi il peso della sinistra", condannando gli "eccessi" e le "derivazioni antisemite" del leader di La France insoumise. All'interno del Partito Comunista Francese, Fabien Roussel, contrario alle primarie, dovrebbe rientrare in corsa.
Al centro, il campo presidenziale volta pagina sull'era post-Emmanuel Macron, che per legge non può candidarsi, senza un erede designato evidente. Due ex primi ministri, Edouard Philippe e Gabriel Attal, sono in lizza. Philippe, fondatore del partito Horizons e candidato dal settembre 2024, intende sfruttare la sua rielezione a sindaco di Le Havre (nel nord della Francia) per rilanciare la sua campagna. Per ora, sembra essere la migliore speranza di vittoria per il blocco di centro-destra.
Ma anche Gabriel Attal, leader dei deputati macronisti di Renaissance, sta curando la propria immagine, sebbene non abbia ancora annunciato ufficialmente la sua candidatura. Un altro nome circolato è quello di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea.
Circolano anche altri nomi di potenziali candidati alle presidenziali. Il "nucleo comune", una coalizione di governo che unisce il blocco centrista e i Repubblicani (Lr, destra gollista), potrebbe fungere da base, sebbene le divisioni al suo interno siano numerose quanto i candidati.
Anche all'interno dei Repubblicani (Lr), voci influenti chiedono primarie più ampie, forse estendendole persino al partito di estrema destra Reconquete! Già domani i Repubblicani decideranno la modalità di selezione del proprio candidato.
Il suo leader, Bruno Retailleau, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura nel pieno della campagna elettorale per le municipali, senza però suscitare l'entusiasmo sperato tra i membri del partito. Il partito dovrà anche scegliere una direzione, tra uno spostamento verso il centro o una netta svolta a destra. Un altro aspirante candidato Repubblicano è sicuramente Laurent Wauquiez.
Come in ogni elezione, gli osservatori attendono l'arrivo di un outsider che possa sconvolgere gli equilibri. L'ex primo ministro Dominique de Villepin si sta preparando per una candidatura, forte del suo indice di gradimento, che tuttavia non si è ancora tradotto in intenzioni di voto.
All'estrema destra il movimento Reconquete! potrebbe candidare il suo presidente, il controverso Eric Zemmour. La sua compagna, Sarah Knafo, leader del partito e arrivata al secondo turno delle elezioni comunali di Parigi prima di ritirarsi, esclude invece una sua candidatura nel 2027. (AGI)