(AGI) - Roma, 24 gen. - Il generale Zhang Youxia, numero due della catena di comando dell’Esercito popolare di liberazione cinese dopo il presidente Xi Jinping, è sotto inchiesta per "gravi violazioni della disciplina e della legge". Sotto indagine anche il generale Liu Zhenli, membro della Commissione militare centrale e capo del Dipartimento di Stato maggiore congiunto. Le autorità non hanno fornito dettagli sulle accuse ma raramente si concludono con un'assoluzione. La Cina assiste così a una delle più clamorose epurazioni ai vertici militari degli ultimi decenni. Con Zhang e Liu di fatto rimossi, la Commissione militare centrale resta composta solo da due membri: Xi Jinping, in qualità di presidente, e il generale Zhang Shengmin, responsabile proprio della supervisione delle epurazioni.
Zhang, vice presidente della Commissione militare centrale – l’organo del Partito comunista che controlla le forze armate – rappresenta la figura più importante finora colpita dalla campagna di purghe avviata da Xi contro l’élite militare. Secondo il New York Times, è un passaggio senza precedenti: raramente, se non mai, un dirigente militare di questo livello è stato messo pubblicamente sotto inchiesta. La caduta di Zhang è tanto più sorprendente perché il generale era considerato un uomo di fiducia di Xi, che lo conosce da decenni. I loro padri, entrambi veterani delle guerre rivoluzionarie di Mao Zedong, avevano rapporti personali, e Xi aveva mantenuto Zhang in carica oltre l’età pensionabile informale dei 70 anni. Ma, secondo gli analisti citati dal quotidiano americano, le preoccupazioni di Xi sulla lealtà dei vertici militari avrebbero infine superato qualsiasi legame personale. (AGI)
IL PUNTO = Cina: purghe vertici militari; Xi solo al comando
AGGIORNAMENTO 20:53
(AGI) - Roma, 24 gen. - Il generale Zhang Youxia, numero due della catena di comando dell’Esercito popolare di liberazione cinese dopo il presidente Xi Jinping, è sotto inchiesta per "gravi violazioni della disciplina e della legge". Sotto indagine anche il generale Liu Zhenli, membro della Commissione militare centrale e capo del Dipartimento di Stato maggiore congiunto. Le autorità non hanno fornito dettagli sulle accuse ma raramente si concludono con un'assoluzione. La Cina assiste così a una delle più clamorose epurazioni ai vertici militari degli ultimi decenni. Con Zhang e Liu di fatto rimossi, la Commissione militare centrale resta composta solo da due membri: Xi Jinping, in qualità di presidente, e il generale Zhang Shengmin, responsabile proprio della supervisione delle epurazioni.
Zhang, vice presidente della Commissione militare centrale – l’organo del Partito comunista che controlla le forze armate – rappresenta la figura più importante finora colpita dalla campagna di purghe avviata da Xi contro l’élite militare. Secondo il New York Times, è un passaggio senza precedenti: raramente, se non mai, un dirigente militare di questo livello è stato messo pubblicamente sotto inchiesta. La caduta di Zhang è tanto più sorprendente perché il generale era considerato un uomo di fiducia di Xi, che lo conosce da decenni. I loro padri, entrambi veterani delle guerre rivoluzionarie di Mao Zedong, avevano rapporti personali, e Xi aveva mantenuto Zhang in carica oltre l’età pensionabile informale dei 70 anni. Ma, secondo gli analisti citati dal quotidiano americano, le preoccupazioni di Xi sulla lealtà dei vertici militari avrebbero infine superato qualsiasi legame personale. (AGI)
AGGIORNAMENTO 20:53
(AGI) - Roma, 24 gen. - Dal 2022, Xi ha eliminato quasi tutti i generali da lui stesso nominati nella Commissione, segno di una sfiducia crescente nei confronti dell’attuale alto comando. Le voci su possibili problemi per Zhang circolavano da giorni, dopo che lui e Liu erano risultati assenti a una riunione del Partito comunista. Tuttavia, la rapida ufficializzazione dell’indagine sembra indicare la volontà di limitare i danni politici e contenere l’impatto sull’immagine della leadership. Secondo esperti citati dal New York Times, la rimozione di un comandante considerato fino a poco fa intoccabile potrebbe rappresentare un duro colpo per il morale interno del Pla. L’uscita di scena dei due generali apre anche un vuoto operativo. Zhang e Liu erano le figure di riferimento per la gestione pratica delle operazioni militari, dell’addestramento e delle esercitazioni. Al momento, osservano gli analisti, non resta ai massimi livelli nessuno con una solida esperienza operativa diretta.
Dal 2023, ondate successive di indagini hanno colpito comandanti di vertice, ufficiali e dirigenti dell’industria degli armamenti, a partire dalla Forza missilistica, che gestisce gran parte dell’arsenale nucleare cinese. Molti degli ufficiali epurati erano stati promossi dallo stesso Xi, che ora sembra aver concluso che anche alcuni dei suoi protetti siano stati contaminati dalla corruzione endemica dell’apparato militare. Secondo i calcoli riportati dal New York Times, dei 44 ufficiali in uniforme nominati nel Comitato centrale del Partito nel 2022, circa due terzi sono stati rimossi o sono scomparsi dalla scena pubblica. Xi sembra ritenere che, nel lungo periodo, questa drastica ristrutturazione renderà le forze armate più disciplinate, leali ed efficaci, anche in funzione di obiettivi strategici come la pressione su Taiwan.
Nel breve termine, però, le purghe rischiano di indebolire la prontezza operativa. Zhang Youxia era uno dei pochi comandanti cinesi con esperienza diretta di combattimento, maturata durante la guerra di confine con il Vietnam iniziata nel 1979. Aveva guidato il Dipartimento generale degli armamenti, incaricato degli appalti militari, un settore che in passato si è rivelato particolarmente esposto alla corruzione. Ricostruire le catene di comando e formare una nuova generazione di ufficiali ritenuti affidabili potrebbe richiedere anni. Secondo gli analisti citati dal quotidiano americano, nel frattempo le probabilità di un’azione militare contro Taiwan nel breve periodo potrebbero essersi ridotte, proprio a causa delle profonde turbolenze ai vertici dell’apparato militare cinese. (AGI)