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IL PUNTO = Balogun diventa un caso politico, Belgio protesta

Estero

(AGI) - Bruxelles, 6 lug. - Il caso del cartellino rosso all’attaccante statunitense Folarin Balogun ha mandato la palla ben oltre gli spalti dei Mondiali Usa. La polemica sulla decisione, sollecitata secondo i media da una telefonata del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, consentirebbe al giocatore di essere in campo stanotte contro il Belgio nella partita che deciderà chi avanzerà ai quarti di finale. La Uefa ha ammonito la Fifa di aver “oltrepassato il limite” e ha parlato "di una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".
   Così un cartellino rosso durante una partita di calcio è diventato un caso politico arrivato fino a Bruxelles, che in questo episodio è doppiamente coinvolta: come capitale della squadra dei 'Diavoli rossi' e come sede delle istituzioni Ue. La Federazione calcistica belga ha inviato una lettera alla Fifa protestando contro la decisione, ma il tentativo di revocare l'annullamento della decisione è una sfida contro il tempo, visto che tra poche ore fischierà il calcio d'inizio della partita tra Usa e Belgio. 
   Il commissario allo Sport, il maltese Glenn Micallef, ha commentato l’episodio: “Come tifoso, anch’io ritengo che sia stata una decisione sbagliata”, aggiungendo che “le decisioni sulle regole sportive e sulle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici”.
   Anche la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova, sollecitata dai giornalisti, ha ribadito che la Ue sostiene “il principio del fair play e della competizione trasparente”.
   Anche alcuni eurodeputati non hanno mancato di sottolineare lo sdegno per quanto avvenuto. Il belga Elio Di Rupo non usa mezzi termini: “Un presidente che telefona alla Fifa per difendere un giocatore sanzionato dall’arbitro è una vergogna. Che poi se ne vanti pubblicamente, è una vergogna assoluta”.
   Altrettanto duro l’italiano di Renew, Sandro Gozi, che in un post social attacca: una “Fifa totalmente asservita alle volontà della Casa Bianca sta svendendo la credibilità del calcio mondiale. Non è più sport, è soltanto propaganda con il pallone”. Anche sul fronte interno le autorità del Belgio non fanno mancare il proprio sostegno alla Nazionale, che alle 2 di notte scenderà in campo contro gli Usa. Il premier Bart De Wever ha affidato il suo commento al profilo Instagram del suo gatto certosino, Maximus Textoris Pulcher: “Cartellino rosso? Continuerò a giocare”.
   Meno criptico invece il ministro degli Esteri del Belgio, Maxime Prévot, che ricordando il suo passato da arbitro di calcio ha sottolineato che “questa decisione solleva chiaramente molti interrogativi”, aggiungendo che “se davvero una telefonata avesse portato a questa incomprensibile decisione, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport”. Ha inoltre messo in discussione la capacità della Fifa di “difendere in modo credibile il fair play”. (AGI)

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