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IL PUNTO = 25 aprile al veleno, scontro Anpi-Brigata ebraica

Cronaca

(AGI) - Roma, 26 apr. - Per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nessun partigiano che ha fatto la Resistenza
"avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata Ebraica che era stata al loro fianco a combattere" e chi lo ha fatto ha "sputato" sui valori della Resistenza. Eppure l'allontanamento dello spezzone della Brigata dal corteo di Milano, dopo che per due ore c'era stato uno stallo con i Pro Pal decisi a non farlo proseguire, continua a far discutere con un durissimo botta e risposta tra la Comunità ebraica di Milano e l'Anpi.
    Il presidente della comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi, ha accusato l'Associazione di partigiani di aver "organizzato" l'allontanamento della Brigata "perché sin 
dall'inizio aveva detto 'no agli ebrei al corteo'". "Siamo stati espulsi, cacciati dal corteo, in un modo assurdo, vergognoso, ed è andata bene perché poteva andare molto peggio", ha aggiunto Meghnagi che ha fatto chiesto di aver chiesto un incontro al Quirinale e dal Papa, "abbiamo rispettato tutte le regole. Le bandiere israeliane c'erano, ma nessuno aveva detto di non portarle. Basta chiederlo alle forze dell'ordine".
     "Leggiamo le farneticanti dichiarazioni che ci accusa di fomentare l'antisemitismo", la replica dei vertici dell'Anpi, "sono dichiarazioni provocatorie, false e volutamente strumentali". Per Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi e Primo Minelli, presidente Anpi provinciale di Milano, "questo signore vuole così aumentare la tensione e creare nuove divisioni. Ovviamente con lui ci vedremo in tribunale", hanno avvertito.
    Immediate le prese di posizione politiche: l'ex vicesindaco Giuseppe De Corato, deputato di Fratelli d’Italia, ha affermato che "fin dall'inizio, infatti, l'associazione nazionale partigiani si era dichiarata non solo contraria ma addirittura  ostile alla partecipazione della Brigata alle celebrazioni facendola sentire indesiderata a un corteo al quale invece avevano pienamente diritto di partecipare". 
     Sul fronte opposto la segreteria milanese di Sinistra Italiana che parla di "notizie totalmente infondate" diffuse dai media: "Va detto che la Brigata Ebraica, nel corteo di ieri, non era sola, ma si è fatta capofila dei peggiori reazionari e guerrafondai portando con sé i vessilli di chi oggi è la causa delle tragedie in corso in Palestina, in Libano, in Siria, in Iran. Con bandiere dello stato di Israele che nulla c'entrano con la Liberazione, ma che oggi rappresentano l'oppressione e il genocidio del popolo palestinese e l'aggressione a metà del mondo arabo. "Di fronte a questa palese provocazione, considerato quanto sta avvenendo nel mondo, la contestazione è stata del tutto spontanea, promossa da centinaia di cittadini".
    Amareggiato Emanuele Fiano: il deputato dem ha dichiarato al Corriere della Sera che "è giusto opporsi a Netanyahu, ma non bisogna confonderlo con il popolo ebraico". "Le comunità ebraiche e i mondi a loro collegati ritengono ormai impossibile il dialogo con la sinistra. Si sentono attaccati, discriminati. E non vedono grandi margini di ricucitura di fronte a situazioni come quella che abbiamo vissuto a Milano". (AGI)

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