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Gdf sequestra nave a Brindisi, "violate sanzioni a Russia"

Cronaca

(AGI) - Roma, 17 gen. - La Guardia di finanza e l'Agenzia delle Dogane di Brindisi nei giorni scorsi hanno sequestrato nel porto del capoluogo pugliese una nave, battente bandiera di una piccola isola dell'Oceania, proveniente dalle acque territoriali russe del mar Nero, e il relativo carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso trasportato in violazione delle sanzioni adottate nei confronti della federazione russa in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina.
   Il Regolamento Ue 833/2014 e le successive integrazioni prevedono il divieto sia di effettuare operazioni commerciali in determinate località, inclusi alcuni porti della Federazione russa, sia di importare determinate categorie di merci, nonché l’applicazione di sanzioni nei confronti di una serie di persone fisiche e giuridiche incluse in 'black list'.
   Il 'sequestro preventivo di urgenza' è stato convalidato dal gip di Brindisi e confermato dal Tribunale del Riesame; l'importatore, l'armatore e alcuni componenti l'equipaggio sono indagati con l’accusa di aver eluso le misure restrittive dell'Unione europea. (AGI)

AGGIORNAMENTO 06:01

(AGI) - Roma, 17 gen. - La Guardia di finanza e l'Agenzia delle Dogane di Brindisi nei giorni scorsi hanno sequestrato nel porto del capoluogo pugliese una nave, battente bandiera di una piccola isola dell'Oceania, proveniente dalle acque territoriali russe del mar Nero, e il relativo carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso trasportato in violazione delle sanzioni adottate nei confronti della federazione russa in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina.
   Il Regolamento Ue 833/2014 e le successive integrazioni prevedono il divieto sia di effettuare operazioni commerciali in determinate località, inclusi alcuni porti della Federazione russa, sia di importare determinate categorie di merci, nonché l’applicazione di sanzioni nei confronti di una serie di persone fisiche e giuridiche incluse in 'black list'.
   Il 'sequestro preventivo di urgenza' è stato convalidato dal gip di Brindisi e confermato dal Tribunale del Riesame; l'importatore, l'armatore e alcuni componenti l'equipaggio sono indagati con l’accusa di aver eluso le misure restrittive dell'Unione europea. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 06:01

(AGI) - Roma, 17 gen. - All'arrivo della motonave nel porto di Brindisi la dichiarazione di importazione è stata selezionata dall'Agenzia delle Dogane per la verifica di eventuali divieti e restrizioni in considerazione sia della tipologia di merce trasportata che della provenienza geografica.
   I successivi controlli, effettuati congiuntamente dalla Guardia di finanza e dall'Agenzia delle Dogane, con il supporto specialistico del Reparto aeronavale della Guardia di finanza di Bari e della Sezione operativa navale di Brindisi, hanno fatto emergere "gravi incongruenze, falsificazioni e alterazioni della documentazione di bordo relativa ai luoghi di sosta e di effettuazione delle operazioni di carico della merce". In particolare, il controllo effettuato dalle Fiamme gialle su tutta una serie di documenti e l'analisi dei dati estratti dal sistema di navigazione hanno consentito di accertare che la nave aveva sostato a Novorossijsk (porto della Federazione russa sottoposto a sanzioni) dal 13 al 16 novembre 2025, eseguendo operazioni vietate di carico della merce. Dall’ulteriore check dei finanzieri della Sezione operativa navale di Brindisi e dall'analisi satellitare eseguita dal Reparto aeronavale della Guardia di finanza di Bari risultava anche che il sistema AIS - il transponder Gps che permette alle navi di identificarsi e fornire in tempo reale la propria posizione, rotta e velocità -  era stato disattivato proprio in prossimità del porto russo di Novorossijsk, verosimilmente con l'intento di sottrarsi alla geolocalizzazione e di ostacolare l'attività di controllo delle autorità competenti. Ulteriori riscontri in tal senso sono arrivati dalla consultazione della banca dati Lloyd's S&P Global Maritime in uso all'Agenzia delle Dogane.
   Tutti gli accertamenti svolti hanno consentito di "ricostruire esattamente la rotta e le operazioni svolte dalla motonave in violazione al Regolamento comunitario in materia di sanzioni contro la Federazione russa, nonostante le dichiarazioni fuorvianti del comandante e i tentativi posti in essere di ostacolare i fatti tramite l'alterazione dei documenti e lo spegnimento del transponder". (AGI)

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