(AGI) - Città del Vaticano, 21 set. - "La vera conquista di civiltà non sia la soppressione della vita, ma la cura che allevia la sofferenza". Lo ha affermato il cardinale Matteo Zuppi, aprendo i lavori del Consiglio Episcopale Permanente della Cei, dedicando un passaggio del suo intervento al dibattito sul fine vita. "Come ha ricordato Papa Leone al Corpo diplomatico il 9 gennaio 2026, è compito della società civile e delle istituzioni rispondere alla sofferenza umana con soluzioni concrete - a partire dalle cure palliative - e con politiche di autentica solidarietà, non con forme di compassione illusoria come l’eutanasia", ha sottolineato il presidente della Cei.
"Continuiamo a ritenere che la vera conquista di civiltà non sia la soppressione della vita, ma la cura che allevia la sofferenza", ha ribadito Zuppi, ricordando che la Chiesa "rigetta l’accanimento terapeutico e riconosce la liceità della rinuncia a trattamenti sproporzionati", distinguendo però tale rinuncia "dall’intenzione di procurare la morte". "Tra l’accanimento e l’anticipazione della morte c’è uno spazio che le istituzioni hanno il dovere di riempire prima di aprirne altri: quello delle cure palliative, della terapia del dolore, dell’assistenza domiciliare e negli hospice, del sostegno alle famiglie e ai caregiver", ha osservato il cardinale. "È un ritardo, questo sì, che produce tanta sofferenza, ineguaglianza, smarrimento e priva della dignità e della certezza di essere curati e accompagnati". (AGI)
Fine vita:Zuppi,eutanasia illusoria,priorità cure palliative
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