(AGI) - Taranto, 27 lug. - “Appare evidente che la domanda dei cittadini, come formulata nella memoria del 30 settembre 2025 e ribadita in sede di reclamo, è stata comunque motivata - prima e dopo l’Aia 2025 - dal rischio di pregiudizio del diritto alla salute e del diritto al clima”. Lo dice la Corte d’Appello di Milano nel provvedimento con cui ha imposto lo stop all’area a caldo dell’ex Ilva entro 90 giorni.
Per la Corte, “Le domande dei cittadini, come non possono essere considerate generiche5, perché sono state puntualmente dedotte le ragioni in base alle quali la gestione dello stabilimento genera il rischio di danno alla salute, con specifico riferimento, tra l’altro, a svariate e individuate sostanze nocive”, nonché “l’inadeguatezza, tempo per tempo, degli accorgimenti utilizzati da Ilva per scongiurare il pericolo di malattie legate all’inquinamento” e “le ingiustificate dilazioni nella realizzazione di interventi idonei a scongiurare i rischi, come consentite da disposizioni dell’AIA 2025 in tesi illegittime”. (AGI)
Ex Ilva: Corte Appello, da cittadini posto rischio salute
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