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Ex Ilva: azienda aumenta la cassa con altri 4.172 dipendenti

Economia

(AGI) - Taranto, 17 ott. - Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (ex Ilva) chiede di mettere in cassa integrazione straordinaria in tutta Italia altri 4.172 dipendenti in più rispetto all’attuale autorizzazione di cassa per 4.450. Il numero dei cassintegrati viene quindi innalzato “dagli attuali 4.450 a 8.622 unità, mantenendo in servizio 1.004 unità al fine di garantire la guardiania degli asset e la salvaguardia degli impianti produttivi, oltre all’adempimento degli obblighi amministrativi, ambientali e la continuità produttiva”. I dati sono contenuti in una comunicazione che i commissari di Acciaierie - Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli - hanno trasmesso ai sindacati nazionali e territoriali, dalla Puglia alla Liguria, dalla Lombardia al Piemonte, nonché alle Regioni interessate e ai ministeri del Lavoro e delle Imprese.
   La nuova richiesta di cassa, si specifica, decorrerà dall’autorizzazione sino al 28 febbraio 2027 “salvo proroghe e/o rinnovi della stessa”. Ai sindacati di Taranto la comunicazione è giunta nella tarda serata di ieri in conclusione dello sciopero all’ex Ilva e nell’indotto-appalto durato cinque giorni da lunedì e che ha visto anche il blocco delle principali statali da e per Taranto (7 per Massafra-Bari e 106 per Metaponto-Reggio Calabria). Il nuovo numero di 8.622 va inteso come “numero medio massimo di contestuali sospensioni”, puntualizza l’azienda. Allo scorso 30 luglio, i dipendenti di Acciaierie erano 9.626, di cui 7.875 a Taranto, 917 a Genova, 542 a Novi Ligure, 127 negli uffici di Milano, più altri nei restanti siti. Con la nuova comunicazione, la società chiede ora la cassa sino a febbraio per 6.964 su 7.875 del sito di Taranto, per 870 su 917 a Genova, per 515 su 542 a Novi Ligure e per 117 su 127 a Milano. Analogo impatto anche sulle altre sedi della società. (AGI)

AGGIORNAMENTO 07:02

(AGI) - Taranto, 17 ott. - Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (ex Ilva) chiede di mettere in cassa integrazione straordinaria in tutta Italia altri 4.172 dipendenti in più rispetto all’attuale autorizzazione di cassa per 4.450. Il numero dei cassintegrati viene quindi innalzato “dagli attuali 4.450 a 8.622 unità, mantenendo in servizio 1.004 unità al fine di garantire la guardiania degli asset e la salvaguardia degli impianti produttivi, oltre all’adempimento degli obblighi amministrativi, ambientali e la continuità produttiva”. I dati sono contenuti in una comunicazione che i commissari di Acciaierie - Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli - hanno trasmesso ai sindacati nazionali e territoriali, dalla Puglia alla Liguria, dalla Lombardia al Piemonte, nonché alle Regioni interessate e ai ministeri del Lavoro e delle Imprese.
   La nuova richiesta di cassa, si specifica, decorrerà dall’autorizzazione sino al 28 febbraio 2027 “salvo proroghe e/o rinnovi della stessa”. Ai sindacati di Taranto la comunicazione è giunta nella tarda serata di ieri in conclusione dello sciopero all’ex Ilva e nell’indotto-appalto durato cinque giorni da lunedì e che ha visto anche il blocco delle principali statali da e per Taranto (7 per Massafra-Bari e 106 per Metaponto-Reggio Calabria). Il nuovo numero di 8.622 va inteso come “numero medio massimo di contestuali sospensioni”, puntualizza l’azienda. Allo scorso 30 luglio, i dipendenti di Acciaierie erano 9.626, di cui 7.875 a Taranto, 917 a Genova, 542 a Novi Ligure, 127 negli uffici di Milano, più altri nei restanti siti. Con la nuova comunicazione, la società chiede ora la cassa sino a febbraio per 6.964 su 7.875 del sito di Taranto, per 870 su 917 a Genova, per 515 su 542 a Novi Ligure e per 117 su 127 a Milano. Analogo impatto anche sulle altre sedi della società. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 07:02

 
(AGI) - Taranto, 17 ott. - A Taranto, dove la cassa é già in corso per circa 3.500 persone ed è autorizzata come massimo per 3.800 nell’ambito di un contingente complessivo di 4.450, i quasi 7mila cassintegrati totali riguarderanno 4.667 operai, 1.564 impiegati e 733 intermedi. Le aree di fusione e staff e servizi le più colpite con, rispettivamente, 2.660 e 3.225 persone destinate alla cassa integrazione. Per l’area di laminazione di Taranto, invece, la richiesta aziendale riguarda 1.079 persone. Già nella giornata di ieri da fonti sindacali si è appreso che diversi dipendenti di Acciaierie, fra Taranto e Milano, erano stati raggiunti dalla comunicazione di messa in cassa integrazione a zero ore. Va infine aggiunto che nella relazione tecnica che accompagna l’ultimo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, si parla, a proposito dei diretti di AdI, che l’integrazione economica alla cassa straordinaria, in modo che percepiscano il 70 per cento della retribuzione, andrà da ottobre a giugno 2027. Si mettono a budget 15 milioni per i tre mesi finali del 2026 e 30 per i primi sei mesi del prossimo. Per l’integrazione, si legge nella relazione, “si è ipotizzata una platea di 9.200 lavoratori in cassa integrazione a zero ore per l’intero periodo”. E 9.200 persone sono quasi l’intero organico di Acciaierie. Particolare, questo, che ha già fatto presupporre che ci si stava preparando ad un importante aumento della cassa per i diretti AdI come poi l’azienda ha effettivamente comunicato. (AGI)  

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