(AGI) - Roma, 14 mag. - "Gli Stati Uniti, partner da cui ancora dipendiamo sono diventati più ostili e imprevedibili. L’Europa ha cercato negoziati e compromessi. Nella maggior parte dei casi non ha funzionato. Ogni volta che assorbiamo uno shock senza reagire, riduciamo il costo del successivo. Una postura pensata per disinnescare l’escalation sta invece incoraggiando nuove escalation. Per ora, l’Europa ha bisogno della capacità di rispondere in modo più deciso per riportare il rapporto su basi più equilibrate. Ciò che ci frena è la sicurezza. Un’alleanza in cui l’Europa dipende dagli Stati Uniti per la propria difesa è un’alleanza in cui la dipendenza militare può estendersi a ogni altro negoziato - commercio, tecnologia, energia". Lo ha sottolineato Mario Draghi ricevendo il Premio internazionale Carlo Magno della città di Aquisgrana. "Ecco perché il cambiamento della posizione americana sulla sicurezza europea non dovrebbe essere visto soltanto come un pericolo. È anche un necessario risveglio. Se gli Stati Uniti chiedono all’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la difesa del nostro continente e dei nostri vicini, allora l’Europa deve anche ottenere maggiore autonomia nel modo in cui questa difesa viene organizzata - e con tale autonomia arriverà anche maggiore forza nei rapporti commerciali ed energetici", spiega Draghi. "Questo non deve necessariamente indebolire il rapporto transatlantico o la Nato. Al contrario, li renderebbe più solidi. Un’Europa capace di difendersi potrebbe persino diventare un alleato più prezioso. E una partnership costruita sulla forza reciproca sarà sempre più matura di una fondata su una dipendenza asimmetrica", conclude. (AGI)
Draghi: Ue investa in difesa, sveglia da Usa
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