(AGI) - Palermo, 9 ott. - “Armao è uno dei tanti e noi vogliamo sapere da Schifani come sia stato possibile attribuire a certe persone incarichi fiduciari. È evidente che c'è qualcosa di profondamente malato. Ciò che oggi è più preoccupante è che sta passando l'idea che l'attività dell'amministrazione regionale sia tutta intermediata con faccendieri di ogni tipo”. Così il presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, annunciando che il governatore Renato Schifani sarà sentito in commissione giorno 15 a mezzogiorno, dopo le ultime inchieste sui casi di corruzione nell’amministrazione. Convocati anche assessori e dirigenti regionali. “Le questioni penali attengono ai tribunali - aggiunge - ma c'è una responsabilità politica di chi ha il dovere di rispondere anche delle scelte che fa e delle nomine che ha fatto”. Le dimissioni? “Sono una scelta - risponde - che attiene al presidente della Regione. Altra cosa è accertare i buchi che hanno consentito di produrre questi risultati, capire come intervenire, come evitare che questo possa tornare ad accadere. Io temo purtroppo che si sia intrapresa una deriva e quello che è emerso è solo una parte del fenomeno che sta dentro la macchina della Regione siciliana. Questa deriva è dovuta al fatto che in questi anni è mancato il fiato sul collo, la sensazione dell'etica pubblica come precondizione per lo svolgimento delle funzioni pubbliche”. Per Cracolici “quello che sta avvenendo sta delegittimando l'istituzione. Facciamo tante norme per attrarre investimenti per portare le imprese del nord e straniere in Sicilia, ma il ‘marketing della comunicazione’ di questi ultimi tempi, segnata da fatti corruttivi gravissimi, non attrae ma respinge, allontana. Tutto quello che è avvenuto è un colpo anche al possibile sviluppo di quest'Isola”. (AGI)
Corruzione: Cracolici, Schifani dovrà spiegare ragioni deriva
Cronaca
ADV
---- MRG | © 2026 agi