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Cina-Usa: Trump arrivato a Pechino

Estero

(AGI) - Roma, 13 mag. - L'Air Force One del presidente americano, Donald Trump, è atterrato a Pechino intorno alle 19.50 locali (le 13.50 in Italia). Si tratta della prima visita di un presidente americano in Cina da quella compiuta dallo stesso Trump nel novembre 2017.
Xi riceverà Trump domani alle 10 locali nel Palazzo del Popolo, in Piazza Tiananmen, cuore del potere politico cinese e area sottoposta a imponenti misure di sicurezza. Il presidente americano, che ha rinviato il viaggio previsto inizialmente per fine marzo a causa della guerra con l'Iran, è accompagnato da una nutrita delegazione di grandi imprenditori statunitensi, tra cui Elon Musk, amministratore delegato di Tesla e SpaceX, Tim Cook di Apple, Kelly Ortberg di Boeing e Jensen Huang di Nvidia.
"Chiederò al presidente Xi, leader straordinario, di aprire la Cina affinché queste persone brillanti possano fare la loro magia e contribuire a portare la Repubblica Popolare a un livello ancora più alto", ha scritto Trump su Truth durante il volo verso Pechino. Tra gli obiettivi principali di Washington figurano possibili accordi nei settori dell'agricoltura e, secondo diverse indiscrezioni, la conferma di un maxi ordine di aerei a favore di Boeing. "La Cina accoglie con favore la visita di Stato del presidente Trump", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, assicurando che Pechino è pronta ad "ampliare la cooperazione e gestire le divergenze" per garantire "maggiore stabilità e certezza in un mondo segnato da cambiamenti e turbolenze". I due leader dovrebbero cercare di prorogare la tregua raggiunta in ottobre nella guerra commerciale sui dazi. Restano però numerosi punti di attrito: restrizioni sulle esportazioni di terre rare e semiconduttori, intelligenza artificiale, tutela della proprietà intellettuale e il dossier Taiwan. La guerra con l'Iran, iniziata a fine febbraio, si è aggiunta alle tensioni bilaterali. Secondo l'amministrazione americana, Trump intende sollecitare Pechino, principale partner economico di Teheran e maggiore importatore del suo petrolio, a esercitare la propria influenza per favorire una soluzione della crisi nel Golfo. "Avremo una lunga conversazione sull'Iran", ha dichiarato Trump ai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca, pur sostenendo di non avere bisogno dell'aiuto di nessuno. (AGI)

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