(AGI) - Città del Vaticano, 21 set. - "È avvenuto un vero cambio di paradigma nel discorso pubblico e nelle scelte di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale". Il cardinale Matteo Zuppi ha rilanciato con queste parole dell'enciclica "Magnifica humanitas" di Leone XIV il tema della pace e del rifiuto della guerra. "Solo la fine della guerra può garantire che tutti, popoli grandi e piccoli, non siano travolti da un conflitto più grande. Solo la pace può garantire la fine di tanti conflitti che insanguinano il mondo, quelli più geograficamente a noi vicini e quelli più lontani o dimenticati", ha affermato il presidente della Cei.
Nel richiamare la figura di san Francesco, Zuppi ha sottolineato il valore del dialogo: "Francesco può parlare con il lupo proprio perché disarmato e proprio per questo lo disarma. Il suo amore per la pace diventa intelligenza umana e di relazione: negozia lui con il lupo, quello che così poco i responsabili delle nazioni cercano di fare, cedendo alla tentazione di risolvere i conflitti con le armi".
"Dialogo è superare le ragioni unilaterali per accogliere la ragione comune", ha spiegato il cardinale, ricordando che "pace, per san Francesco, non è vivere senza l’altro, ma finalmente insieme". E ha rilanciato l'appello di Leone XIV: "Il ricorso alla forza, alla violenza e alle armi testimonia una povertà relazionale che ha sempre conseguenze disastrose sulle popolazioni civili". (AGI)
Cei: Zuppi, armi non risolvono, solo pace può fermare guerre
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