(AGI) - Città del Vaticano, 19 mag. - Il testo invita diocesi, parrocchie, congregazioni religiose e fondazioni cattoliche a evitare contraddizioni tra insegnamento evangelico e utilizzo del denaro. “La gestione del patrimonio”, si legge, “non può avere come unico obiettivo il profitto”, ma deve sostenere giustizia, solidarietà e sviluppo umano integrale.
Secondo i vescovi italiani risultano incompatibili investimenti in settori come l'industria bellica che danneggiano la vita umana o alimentano conflitti. Tra gli ambiti esclusi figurano in particolare le industrie belliche, il gioco d’azzardo e attività speculative considerate aggressive o destabilizzanti. Le linee guida chiedono inoltre prudenza nell’utilizzo di strumenti finanziari complessi e richiamano la necessità di trasparenza, controllo dei rischi e competenza tecnica nella gestione del patrimonio ecclesiastico.
“La Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella promozione di un’economia giusta e solidale”, sottolinea il documento, purché essa sia “animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”. Gli investimenti, dunque, non sono considerati strumenti neutrali, ma possono diventare occasioni concrete di promozione della pace, tutela del creato e rispetto della dignità della persona.“Insieme al Vademecum per la gestione dei fondi 8xmille, questo documento segna un ulteriore passo della Conferenza Episcopale Italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse”, spiega don Claudio Francesconi. “Si tratta – aggiunge – di una visione etica e sostenibile, in attuazione concreta delle indicazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia”. Grande attenzione viene dedicata anche agli investimenti ESG, alla gestione del rischio, alla liquidità e alla trasparenza delle operazioni finanziarie, mentre il testo richiama il magistero di Papa Leone XIV sui temi della giustizia sociale, della dignità del lavoro e della solidarietà tra i popoli. (AGI)
Cei: investimenti, Zuppi presenterà linee guida alla Borsa
AGGIORNAMENTO 19:56
(AGI) - Città del Vaticano, 19 mag. - Dalla diffusione delle criptovalute alle sfide etiche legate alla pace, alla dignità umana e alla sostenibilità ambientale: la Conferenza Episcopale Italiana rilancia il tema di una finanza etica e sostenibile con la pubblicazione delle nuove “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, approvate dal Consiglio Episcopale Permanente il 24 marzo scorso e aggiornamento delle indicazioni diffuse nel 2020. Il testo sarà presentato ufficialmente il 9 giugno a Milano, nella sede di Borsa Italiana, con gli interventi del cardinale Matteo Zuppi e di Stefano Caselli, professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università Bocconi di Milano, ove dirige il Master of Science in Finance e il programma MIM-Master in International Management del CEMS. Modererà l’incontro il vicedirettore di Avvenire Marco Ferrando.
Al centro del documento vi è la convinzione che “la gestione del denaro non è mai neutrale”, ma comporti sempre responsabilità morali e sociali. Per questo gli investimenti devono essere coerenti con la missione della Chiesa e orientati al bene comune. Le linee guida insistono sul principio della “destinazione universale dei beni”, richiamando il Concilio Vaticano II e la costituzione Gaudium et spes, secondo cui i beni della terra devono essere condivisi equamente tra uomini e popoli. Da questo principio deriva, secondo la Cei, una precisa responsabilità morale anche nelle scelte finanziarie. (AGI)
AGGIORNAMENTO 19:56
(AGI) - Città del Vaticano, 19 mag. - Il testo invita diocesi, parrocchie, congregazioni religiose e fondazioni cattoliche a evitare contraddizioni tra insegnamento evangelico e utilizzo del denaro. “La gestione del patrimonio”, si legge, “non può avere come unico obiettivo il profitto”, ma deve sostenere giustizia, solidarietà e sviluppo umano integrale.
Secondo i vescovi italiani risultano incompatibili investimenti in settori come l'industria bellica che danneggiano la vita umana o alimentano conflitti. Tra gli ambiti esclusi figurano in particolare le industrie belliche, il gioco d’azzardo e attività speculative considerate aggressive o destabilizzanti. Le linee guida chiedono inoltre prudenza nell’utilizzo di strumenti finanziari complessi e richiamano la necessità di trasparenza, controllo dei rischi e competenza tecnica nella gestione del patrimonio ecclesiastico.
“La Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella promozione di un’economia giusta e solidale”, sottolinea il documento, purché essa sia “animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”. Gli investimenti, dunque, non sono considerati strumenti neutrali, ma possono diventare occasioni concrete di promozione della pace, tutela del creato e rispetto della dignità della persona.“Insieme al Vademecum per la gestione dei fondi 8xmille, questo documento segna un ulteriore passo della Conferenza Episcopale Italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse”, spiega don Claudio Francesconi. “Si tratta – aggiunge – di una visione etica e sostenibile, in attuazione concreta delle indicazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia”. Grande attenzione viene dedicata anche agli investimenti ESG, alla gestione del rischio, alla liquidità e alla trasparenza delle operazioni finanziarie, mentre il testo richiama il magistero di Papa Leone XIV sui temi della giustizia sociale, della dignità del lavoro e della solidarietà tra i popoli. (AGI)