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Biennale musica: Leone d'oro alla carriera a Keiji Haino

Cultura e Spettacolo

(AGI) - Venezia, 6 mar. - È il compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, il Leone d’oro alla carriera della Biennale Musica 2026 per il suo contributo pionieristico ai linguaggi dell’improvvisazione e della sperimentazione contemporanea. Il Leone d’argento è attribuito alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi.
La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Caterina Barbieri, direttrice del Settore Musica.
La cerimonia di consegna del Leone d’oro e del Leone d’argento avrà luogo nel corso del 70esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea (10 - 24 ottobre).(AGI)

AGGIORNAMENTO 11:39

(AGI) - Venezia, 6 mar. - È il compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, il Leone d’oro alla carriera della Biennale Musica 2026 per il suo contributo pionieristico ai linguaggi dell’improvvisazione e della sperimentazione contemporanea. Il Leone d’argento è attribuito alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi.
La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Caterina Barbieri, direttrice del Settore Musica.
La cerimonia di consegna del Leone d’oro e del Leone d’argento avrà luogo nel corso del 70esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea (10 - 24 ottobre).(AGI)

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AGGIORNAMENTO 11:39

(AGI) - Venezia, 6 mar. - Questa la motivazione del riconoscimento: “Attraverso una carriera di oltre cinquant’anni e un’intensa attività concertistica internazionale che lo ha visto collaborare con numerosi musicisti e artisti visivi di rilievo, Keiji Haino si è affermato come una delle voci più singolari e significative della musica di ricerca contemporanea. La sua opera, deliberatamente svincolata da appartenenze stilistiche, attraversa ambiti eterogenei - dal noise al free jazz e al blues, dal rock alla sperimentazione elettroacustica, dal folk alla drone music - creando un genere nuovo e inimitabile, che ridefinisce i confini tra musica colta e pratiche underground. Nella poetica musicale di Keiji Haino, la performance estemporanea assume un valore imprescindibile e il suono si trasforma in esperienza corporea, primordiale e catartica. Questa indagine sonora investe una grande varietà di strumentazioni e tecniche, sia compositive che performative, spesso imprevedibili e idiosincratiche. La chitarra, la voce e le percussioni si affiancano spesso all’uso di elettronica, sintetizzatori e tecniche di campionamento ma anche la ghironda e altri strumenti della tradizione popolare appaiono spesso nelle sue esibizioni.La natura irripetibile delle sue performance, che vive dell’interazione sempre diversa tra suono, corpo e spazio, eleva la musica a un atto incarnato di libertà e presenza assolute. In questo orizzonte, l’opera di Keiji Haino invita l’ascoltatore a rinnovare la propria capacità di stupore di fronte alla forza rivelatrice e rivoluzionaria del suono”.
Keiji Haino sarà alla prossima Biennale Musica con una delle sue speciali esibizioni dal vivo presentata in prima mondiale a Venezia, e con la presentazione del documentario sulla sua carriera diretto da Kazuhiro Shirao, per la prima volta proiettato al di fuori del Giappone. (AGI)

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