Bova e Francini a Viva l'italia raccontano 'Due' 

L'attore romano si racconta, tra teatro, cinema e impegno sociale. La collega toscana: anche il teatro può educare. I due sono protagonisti  dello spettacolo teatrale scritto da Miniero e Smeriglia.

Bova e Francini a Viva l'italia raccontano 'Due' 
Raoul Bova e Chiara Francini 

Un letto da montare mentre ci si pone interrogativi sul futuro della vita insieme, immaginando come sarà la coppia nella convivenza o  vita matrimoniale e nel futuro. E' la trama dello spettacolo teatrale "Due", in tournée fino al 7 maggio, che ha come protagonisti Raoul Bova e Chiara Francini. Sono loro gli ospiti di oggi di Viva l'Italia, il format Agi in diretta web con i protagonisti della cultura, della politica e dell'economia italiana. "Il letto è una sorta di simulacro di ciò che - spiega Francini durante la puntata del format video Agi 'Viva l'Italia' - dovrebbe essere la vita matrimoniale. Si scatenano tante domande che sono diverse per la donna e per l'uomo". Nello spettacolo c'è anche tanta filosofia e il richiamo principale è a Epicuro. "Epicuro - spiega Raoul Bova -  parla della voglia di trovare la felicità e non il piacere a tutti i costi".

 

 

Alla ricerca della felicità

Ma cos'è la felicità per i due attori? "Il fatto di avere la programmazione della tua vita da parte di altre persone che ti dicono cosa fare era diventata una barriera da rompere. Scegliere il teatro è stata una rottura di queste barriere. Per me felicità è la rottura delle imposizioni e trovare la propria libertà". Spiega così cosa rappresenti per lui questo sentimento, l'attore che dopo quasi vent'anni è tornato sul palcoscenico. Per Francini la parola d'ordine è prima di tutto "avere la salute" e poi "continuare a vivere di passione".

 

 

Due milioni per costruire un cineteatro ad Amatrice 

"Stiamo costruendo un cineteatro ad Amatrice abbiamo gia' tutta la somma e tra poco inizieremo i lavori". L'associazione 'Io ci sono Onlus' ha raccolto circa 2 milioni di euro da destinare alla costruzione del centro polifunzionale per le zone colpite dal terremoto "Dare soltanto dei soldi - ha spiegato Bova - vuol dire anche lavarsi la coscienza. Io ho parlato con i sindaci di Amatrice, Accumoli Arquata del Tronto e ho detto: 'dimmi cosa ti serve'". L'attore ha raccontato anche la storia di un 18enne che ha voluto donare la cifra destinata all'acquisto della sua prima automobile all'associazione, per la costruzione del cineteatro.

 

 

Combattere la violenza sulle donne con la cultura del rispetto

Per Chiara Francini "il problema oggi è la mancata alfabetizzazione del maschio. L'uomo si trova davanti una donna nuova, indipendente e che lavora. Se c'è una mancata alfabetizzazione, un riconoscimento di questa creatura nuova, l'uomo reagisce come fanno gli animali. Quando si ha paura si reagisce con l'istinto". E per questo anche il teatro ha il compito di educare. 

 

 

Per Bova, il problema è duplice: "Ci dobbiamo tutti quanti alfabetizzare sulla questione del rispetto: c'è chi lo deve pretendere e chi lo deve dare. Molte donne si sentono sbagliate e non riescono a denunciare" ma a cambiare deve essere anche la mentalità, la cultura e le istituzioni che devono garantire protezione alle vittime . L'attore, ricordando il suo primo cortometraggio da regista 'Amore nero' che affrontava appunto il tema della violenza sulle donne, ha parlato anche del suo impegno in questa battaglia: "personalmente ho fatto costruire appartamenti per le vittime di violenza".