Luca Guadagnino: ecco come è nato il mio film da Oscar



24 gennaio 2018,16:01


Luca Guadagnino racconta la genesi di 'Call Me By Your Name' candidato a quattro premi Oscar, tra cui quello come miglior film e migliore attore protagonista. "Ho cominciato a essere coinvolto in questo film in maniera un po’ trasversale: alcuni amici produttori americani avevano comprato i diritti di questo libro di Andrè Aciman e siccome si svolge in Italia, ma non indica in maniera precisa la località in cui si svolge la storia che viene raccontata mi hanno chiesto di leggere il libro per loro e di dargli una sorta di consulenza e spiegargli che tipo di Italia era quella che veniva raccontata che si svolgeva in Liguria - racconta il regista -. Ricordo che io stavo preparando ‘Io sono l’amore’ ed ero proprio in Liguria, si trattava di Bordighera. Da quel momento siamo stati coinvolti sempre di più: si è passati dall’essere una sorta di service italiano per produrre il film a diventare produttori del film. Un percorso lungo per cercare il regista giusto: siamo passati da Gabriele Muccino a James Ivory poi, dopo nove anni in cui il film era faticosamente tenuto in vita ma non si riusciva a farlo svoltare, è sembrata che l’occasione vera era che lo facessi io con un budget minimale".

Video AGI / Andrea Cauti



24 gennaio 2018,16:01


Luca Guadagnino racconta la genesi di 'Call Me By Your Name' candidato a quattro premi Oscar, tra cui quello come miglior film e migliore attore protagonista. "Ho cominciato a essere coinvolto in questo film in maniera un po’ trasversale: alcuni amici produttori americani avevano comprato i diritti di questo libro di Andrè Aciman e siccome si svolge in Italia, ma non indica in maniera precisa la località in cui si svolge la storia che viene raccontata mi hanno chiesto di leggere il libro per loro e di dargli una sorta di consulenza e spiegargli che tipo di Italia era quella che veniva raccontata che si svolgeva in Liguria - racconta il regista -. Ricordo che io stavo preparando ‘Io sono l’amore’ ed ero proprio in Liguria, si trattava di Bordighera. Da quel momento siamo stati coinvolti sempre di più: si è passati dall’essere una sorta di service italiano per produrre il film a diventare produttori del film. Un percorso lungo per cercare il regista giusto: siamo passati da Gabriele Muccino a James Ivory poi, dopo nove anni in cui il film era faticosamente tenuto in vita ma non si riusciva a farlo svoltare, è sembrata che l’occasione vera era che lo facessi io con un budget minimale".

Video AGI / Andrea Cauti