Quali sono le altre città candidate alle Olimpiadi Invernali

 Non molte: negli ultimi anni sempre più città si sono sfilate a seguito di referendum cittadini o scelte politiche. 

olimpiadi invernali quali città
 Afp
  PyeongChang, Olimpiadi invernali 2018

La scelta finale della sede che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026 arriverà tra poco più di un anno, nella sessione CIO in programma il 10 settembre 2019 a Milano. Prima però i comitati che intendono presentare la loro candidatura dovranno sottoporre i loro dossier a una serie di 'step' valutativi intermedi. Il progetto di candidatura andrà completato entro ottobre 2018 e nei primi mesi del prossimo anno le commissioni di valutazione del CIO compiranno dei sopralluoghi ispettivi sui territori per valutare la tenuta dei programmi inviati. 

Prima del processo di selezione però resta da chiarire quali saranno effettivamente le città candidate. Al momento le manifestazioni di interesse sono cinque: la candidatura multipla italiana (Torino-Milano-Cortina), che però deve ancora chiarire i contorni della sua proposta, Stoccolma (Svezia), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone) ed Erzurum (Turchia). Due contendenti si sono già sfilate, Sion in Svizzera dopo la contrarietà espressa dai cittadini con un referendum, e Graz in Austria, dove a inizio luglio il locale comitato organizzatore ha fatto un passo indietro prima ancora che a settembre si svolgesse anche lì una consultazione popolare.

Organizzare un mega evento come le Olimpiadi, quelle invernali hanno un budget più leggero di quelle estive ma comunque impegnativo, costa e negli ultimi anni sempre più città si sono sfilate a seguito di referendum cittadini o scelte politiche. Basti pensare che per quelle estive, dopo cinque ritiri nel giro di pochi mesi, il Cio lo scorso anno ha deciso di affidare le edizioni del 2024 e del 2028 alle uniche due pretendenti rimaste in lizza, la prima a Parigi, l'altra a Los Angeles.

Tra le contendenti per l'edizione invernale del 2026, la candidatura di Calgary ha un suo peso, la città ha già ospitato i Giochi invernali nel 1988. Anche la Svezia sembrava poter giocasi delle chance, perché nonostante una robusta tradizione negli sport invernali il paese scandinavo non ha mai ospitato i Giochi, ma negli ultimi mesi il sindaco della capitale svedese ha avanzato più di un dubbio sulla prosecuzione della candidatura visti i costi da sostenere.

Quanto al Giappone, va tenuto in considerazione che l'ultima rassegna iridata invernale si è svolta quest'anno in Corea del Sud e quella del 2022 si terrà in Cina, difficile quindi che venga scelta per tre volte consecutive una sede nello stesso continente. Mentre la candidatura della Turchia appare più attardata quanto alle strutture. Nel frattempo entro il 1 novembre le città che intendono candidarsi dovranno depositare al CIO un stima sul budget di massima per la candidatura, che dovrà successivamente valutata da un team di esperti indipendenti. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it