Lo scontro sulla riapertura graduale degli stadi della Serie A

Lo scontro sulla riapertura graduale degli stadi della Serie A

Riunione nel pomeriggio di Boccia, Spadafora, Speranza e Bonaccini.  Veneto ed Emilia Romagna hanno aperto a 1000 spettatori. Botta e risposta a distanza tra il ministro dello Sport e il presidente della Serie A, Dal Pino

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© Ramil Sitdikov / Sputnik¬† - ¬†Pallone

AGI - Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha convocato per questo pomeriggio alle 17.30 una riunione in videoconferenza sulla questione della riapertura degli stadi. Parteciperanno i ministri Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Lo scopo è quello di fare chiarezza sulla questione dopo che Veneto ed Emilia Romagna hanno pubblicato un'ordinanza che consente l'accesso agli spalti a un massimo di 1000 persone. E dopo che il presidente della Lega di Serie A Paolo Dal Pino ha denunciato una mancata comunicazione con il ministero. 

Il botta e risposta tra Del Pino e Spadafora

"Come presidente posso dire che la Serie A sul tema della riforma dello sport non ha avuto alcun ruolo ne è stata sentita. Infatti abbiamo una serie di appunti che al momento giusto tireremo fuori. è spiacevole dirlo ma nessuno ci ha mai chiamato su questo tema", ha tuonato il presidente della Lega di Serie A Paolo Dal Pino, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Deejay.

"A luglio abbiamo fatto un documento con 300 pagine fatta con i migliori consulenti su come riaprire progressivamente gli stadi in totale sicurezza. Nessuno ci ha mai chiamato, nemmeno per affrontare questo discorso e per discutere di questo lavoro. Il Cts fa enormi sforzi perchè si deve occupare di tutto il Paese e siamo grati a loro per quello che stiamo facendo. Ma rispetto al nostro Ministero dello Sport evidentemente il dialogo non è quello che dovrebbe essere", aggiunge Dal Pino: "Diamo lavoro piu' o meno a 300 mila persone. Non mi piace dire 'meritiamo rispetto', ma lo devo dire purtroppo a a voce alta. Bisogna affrontare le cose pianificando e dialogando. E purtroppo credo che da parte nostra ci sia un movimento che ha poco ascolto". 

"Ho letto con stupore le dichiarazioni di Dal Pino sulla mancanza di dialogo tra il Governo e il mondo del calcio". Qusta la replica del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. "L'attenzione è stata costante, le soluzioni trovate per portare a termine lo scorso campionato e iniziare nei tempi quello che comincia oggi sono state condivise", aggiunge Spadafora.

"Abbiamo assicurato una attività continua e giornaliera di supporto: solo per citare alcune delle cose, l'audizione di lunedì scorso al Comitato tecnico scientifico, richiesta da me a seguito della bocciatura del protocollo per la riapertura degli stadi, che non è affatto stato ignorato come sostiene Dal Pino, ha avuto come oggetto anche i protocolli per l'alleggerimento della frequenza dei tamponi, su cui ha discusso nuovamente il CTS ieri e su cui stiamo attendendo le decisioni".

Il ministro ricorda poi "la norma per il corridoio per gli atleti stranieri che possono quindi derogare alla quarantena e senza la quale non sarebbero ripartiti i campionati, e le tante singole segnalazioni che abbiamo ricevuto da molti club e che abbiamo aiutato a risolvere, dalle partite fino ad arrivare ai protocolli per la riapertura di tutto il calcio dilettantistico nonché il grande risultato ottenuto dell'apertura del Cts in merito all'apertura degli stadi a partire da ottobre".

E ancora: "Pochi giorni fa il presidente della Figc è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, e a seguito dell'incontro a Palazzo Chigi si è confermata la volontà comune di riaprire gradualmente gli stadi a partire da ottobre, in attesa dell'analisi delle curve dopo la riapertura delle scuole. Il Dpcm in vigore dai primi di agosto e rinnovato a settembre consente dei margini di intervento ai presidenti delle Regioni, ed alcuni hanno deciso di aprire gli stadi nei loro territori, seguendo le norme previste".

Poi l'invito e l'apertura a un nuovo dialogo: "Riceverò con piacere il presidente Dal Pino nei prossimi giorni: la ripresa del campionato è una buona notizia per tutti gli appassionati e gli sportivi, tra cui il sottoscritto. Spero in una stagione di sport entusiasmante e faccio il mio in bocca al lupo a tutte le squadre coinvolte", conclude il ministro.

L'ordinanza del Veneto

Oggi il governatore dell Veneto Luca Zaia ha firmato un'ordinanza per permettere lo svolgimento di eventi sportivi che non superino "il numero massimo di 1.000 spettatori negli impianti all'aperto e 700 in quelli al chiuso". Nell'ordinanza si legge inoltre che "fermo restando l'obbligo di distanziamento", "gli spettatori devono indossare la mascherine per tutta la durata dell'evento se al chiuso; all'aperto la mascherina va indossata all'ingresso fino al raggiungimento del posto e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso".

I posti devono essere "specificamente assegnati con divieto di collocazione in piedi o di spostamento di posto". L'ordinanza è valida da oggi fino al 3 ottobre prossimo. L'ordinanza infine sottolinea che negli eventi deve essere favorito "l'utilizzo di tecnologie digitali al fine di automatizzare l'organizzazione degli ingressi" ed evitare "prevedibili assembramenti". 

L'ordinanza dell'Emilia Romagna

Match in presenza anche in Emilia Romagna , dopo che il governatore Bonaccini ha firmato un'ordinanza per riaprire a 1000 persone. La partita Sassuolo-Cagliari di Serie A, i cui biglietti saranno distribuiti "su invito" e non saranno quindi messi in vendita. "Il Sassuolo Calcio interpreterà la partita di domani come una 'gara test' per valutare e verificare le modalità di applicazione previste nell'ordinanza (quella della regione Emilia Romagna che apre alla presenza di 1000 persone negli stadi, ndr) procedendo per gradi ai fini di una graduale riapertura al pubblico dell'impianto, nel rispetto della salute generale".

L'apertura del Piemonte

"Dopo le dichiarazioni del ministro Spadafora, ci siamo interfacciati con Roma. Il governo ha assicurato l'emanazione di un provvedimento nazionale nelle prossime ore", ha commentato oggi il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. "Ci auguriamo che non sia l'ennesimo annuncio - prosegue Cirio - in tal caso risolveremo la cosa la prossima settimana a livello regionale".