Il saluto militare di Under a Erdogan con la maglia della Roma

Il centrocampista turco ha pubblicato un tweet che in poche ore ha fatto insorgere molti tifosi. La società giallorossa ancora non si è espressa 

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Fonte: Twitter

Cengiz Under potrebbe averla fatta grossa. Il centrocampista 22enne turco della Roma, nato a Balıkesir, ha pubblicato sul suo profilo Twitter una foto, con la maglia giallorossa, mentre esulta portando la mano vicino alla fronte e facendo il saluto militare. Un tweet accompagnato da tre bandiere turche, sottoforma di emoji. In poche parole ha dato il suo completo endorsment alle azioni belliche condotte dal governo di Ankara contro la popolazione curda in Siria. Un'offensiva che avrebbe come obiettivo quello di costituire una zona cuscinetto nel nordest del Paese invaso e allontanare dalla Turchia le milizie dell'Ypg, considerate da Erdogan come un vero gruppo terroristico. 

Il tweet, dopo tre dalla pubblicazione, aveva già registrato oltre mille commenti e quasi 5 mila retweet. La maggior parte dei messaggi ricevuti non hanno apprezzato l'iniziativa del calciatore. Una valanga di insulti hanno invaso non solo il suo profilo ma anche quello della Roma, sotto altri post non inerenti alla vicenda (dato che la società non ha ancora preso una posizione, positiva o negativa che sia, nei riguardi del proprio tesserato). Le critiche maggiori, oltre a quelle che ricordano i morti e i feriti dello scontro in territorio siriano, sono quelle relative al fatto di aver espresso la sua vicinanza politica indossando proprio la maglia della società capitolina 

Ma a sollevarsi contro il gesto non è solo il tifoso qualunque: Paolo Cento, esponente di Leu-Sinistra Italiana e presidente del Roma Club Montecitorio, invita la As Roma a prendere le distanze dal suo tesserato: "Mi stanno chiamando tanti tifosi della Roma che sono rimasti indignati per il gesto di Under. Hanno ragione a protestare - prosegue - in un momento di tensione internazionale e di sofferenza del popolo Curdo a cui tutta la comunita' internazionale dovrebbe almeno riconoscenza per la lotta contro l'Isis , ci vorrebbe più sobrietà e cautela".



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