Niente più palla fuori se un avversario si infortuna. La svolta del Bristol City

Il club che milita nella Serie B inglese lo annuncia ufficialmente. L'allenatore Johnson: "Abbiamo scritto a tutti che non butteremo più fuori il pallone volontariamente. A volte i giocatori si fanno male, ma a volte sono scelte tattiche per ottenere dei vantaggi"

bristol city basta fair play
GEOFF CADDICK / AFP
Lee Johnson

Niente più palla fuori quando un avversario è a terra. È questa la decisione presa ufficialmente dal Bristol City, club che milita nella Championship inglese, equivalente della nostra Serie B. Una decisione presa e comunicata con una mail a tutte le squadre del campionato, una mail raccontata ieri dall’allenatore Lee Johnson: “Abbiamo scritto a tutti che non butteremo più fuori il pallone volontariamente. A volte i giocatori si fanno male, ma a volte sono scelte tattiche per ottenere dei vantaggi. Per questo ci siamo dati questa regola che porteremo avanti per tutte e 46 le partite del campionato”.

In realtà la scelta deriva da una spiegazione che Johnson sentiva di dover dare a Marcelo Bielsa, allenatore del Leeds, con il quale è scattato un acceso diverbio durante il 3-1 subito dal Bristol in casa. I ragazzi di Johnson infatti durante il match hanno realizzato un gol con un avversario del Leeds a terra. “I nostri giocatori sono abituati a giocare in 10 in certe fasi di gioco – ha detto il mister del Bristol City a The Guardian – ho tentato di spiegarlo a Bielsa nel tunnel verso gli spogliatoi, ma sul momento a causa della barriera linguistica non è stato facile”.

Una spiegazione tra i due mister che, sempre come dichiarato da Johnson, arriverà qualche ora dopo seduti a tavolino e a mente lucida. Un momento tra i due che comunque non dev’essere stato semplice considerando che dall’altra parte di quel tavolo sedeva appunto Marcelo Bielsa che la scorsa stagione, durante un incontro di Championship contro l’Aston Villa, tra l’altro particolarmente importante per la promozione, obbligò i suoi calciatori a subire un gol dopo aver segnato quello del vantaggio con un avversario a terra dolorante.

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GEOFF CADDICK / AFP
Lee Johnson

Ma Johnson rimane del suo parere, da qui l’avvertimento a tutti i prossimi avversari: i calciatori del Bristol fermeranno volontariamente il gioco solo in caso di infortuni degli avversari alla testa, per il resto a prendere qualsiasi decisione in merito dovrà pensarci l’arbitro, che poi è anche ciò che è previsto dal regolamento di gioco.  Un argomento, quello degli “infortuni tattici”, che ha sempre suscitato diverse polemiche anche in Italia, senza che mai si sia riusciti a trovare un giusto equilibrio tra regolamento e fair play.

La regola non scritta, ampiamente sottolineata dall’atteggiamento dei calciatori di qualsiasi nazionalità e categoria durante gli incontri, è che con un avversario a terra la palla va buttata fuori, anche se certi infortuni sono molto lievi o alle volte inesistenti, nulla importa se tutto ciò molto spesso scatena la fantasia di qualche calciatore, particolarmente furbetto, che decide ugualmente di restare a terra “dolorante” per far fermare il gioco e stoppare un’azione avversaria.   



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