Alex Schwazer torna ad allenarsi. Il sogno è Tokyo 2020

I legali del marciatore azzurro, attualmente squalificato per recidiva al doping, è convinto del fatto che stanno emergendo gravi indizi sulla manipolazione della positività dell'atleta

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Alex Schwazer torna ad allenarsi per la marcia sognando le Olimpiadi di Tokyo 2020 in attesa di sviluppi giudiziari nell'intricata vicenda. È quanto apprende l'AGI da fonti vicine al campione olimpico della 50 km di marcia di Pechino 2008 attualmente squalificato per recidiva al doping.

Come sostengono i legali di Schwazer, nel procedimento di incidente probatorio pendente davanti al Tribunale penale di Bolzano, il gip Walter Pelino "si stanno concretizzando i gravi indizi sulla manipolazione della positività di Alex Schwazer, con chiare evidenze documentali e peritali".

L'avvocato Gerhard Brandstaetter, con il suo staff, sta approntando anche esposti e ricorsi da presentare in quei Paesi europei nei quali si radicano responsabilità e relative competenze. Il 34enne marciatore altoatesino, sposato da due mesi e papà di una bimba di due anni e mezzo, oggi ha deciso di tornare ad allenarsi nella marcia chissà sognando le prossime olimpiadi giapponesi.

Schwazer si definisce "totalmente innocente" ed è impegnato in una battaglia giudiziaria contro la Iaaf (federazione atletica mondiale) e Wada (agenzia antidoping) a seguito della positivita' al doping del controllo effettuato il primo gennaio 2016 che lo ha prima estromesso dalle Olimpiadi di Rio e successivamente squalificato fino al 2024 per recidiva.

"Auspichiamo saggezza e senso di responsabilita' da parte di chi oggi dirige le istituzioni (Wada e Iaaf, ndr), affinché si spezzi la catena di brutti e gravemente illeciti accadimenti - sostengono sia Brandstaetter che l'allenatore e paladino alla lotta al doping, Sandro Donati - bisogna rendersi conto che a Schwazer è stata già, ingiustamente, impedita la partecipazione all'Olimpiade di Rio de Janeiro dove avrebbe avuto chiarissime chance di conquistare medaglie e che le istituzioni interessate si assumerebbero una responsabilità ancora maggiore, se il loro comportamento conducesse ad impedire all'atleta di partecipare anche ai Giochi di Tokio. Per uscire dall'incubo di questi anni trascorsi a difendersi da un'accusa di doping assurda ed assolutamente priva di fondamento, Alex ha deciso di tornare ad allenarsi per la marcia".



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