Stop ai cellulari durante lo spettacolo: inizia così la disintossicazione dal web

Custodie speciali agli spettatori. A Londra hanno fatto la stessa cosa Alicia Keys e Dave Chappelle

Stop ai cellulari durante lo spettacolo: inizia così la disintossicazione dal web
 SUZANNE CORDEIRO / AFP
 Chris Rock 'Total black out' (Afp)

Il processo di digitalizzazione è appena finito, almeno nella parte di mondo sviluppata, e già si comincia a parlare di disintossicazione dal web. In Italia una classe di un istituto tecnico di Prato ci ha provato per una settimana e gli effetti sono stati positivi. Dall’altra parte dell’Oceano il comico statunitense Chris Rock ha vietato i cellulari ai suoi prossimi spettacoli. ”Nessun cellulare, macchina fotografica o dispositivo di registrazione sono ammessi al ‘Total Blackout Tour’ di Chris Rock", si legge in un messaggio pubblicato sul sito dove si possono acquistare i biglietti per le date britanniche dell’artista. Rock non è stato il primo, a Londra hanno fatto la stessa cosa Alicia Keys e Dave Chappelle.

Troppi social e poca attenzione allo spettacolo

Il cellulare ha cambiato il modo di vivere un evento live. Prima dello smartphone, quando si arrivava ad un concerto si cercava il bar, il bagno, si approfittava dell’attesa per parlare con gli amici e poi ci si godeva semplicemente lo spettacolo. Ora il cellulare è diventato una presenza fissa tra noi e ciò che stiamo facendo. Il momento prima del concerto viene spesso utilizzato per controllare mail e social e poi subito dopo l’inizio non si fa altro che scattare foto, girare video e pubblicare post in tempo reale su Facebook, Twitter e Instagram o mandare messaggi WhatsApp.

Hattie Collins, giornalista che si si occupa di musica per I-D spiega alla Bbc che gli smartphone non hanno fatto bene agli appassionati di musica e al rapporto che dal vivo si può creare con l’artista. “Il cellulare ha creato uno spettatore concentrato sulla foto o sui social e non sulla musica che sta ascoltando. Il tempo di scrivere un messaggio, aggiungere una emoji e ci si è persi metà della canzone”.

Ecco come funziona

Per tutta la durata dello spettacolo, i telefoni e gli orologi digitali sono chiusi dentro a delle custodie speciali che non possono essere aperte, così lo spettatore pur portandosi dietro il cellulare non lo può utilizzare. Tutti i dispositivi elettronici si possono sbloccare e quindi utilizzare solo in specifiche zone, lontane dall’area dove si svolge il concerto. Il meccanismo è stato ideato dalla società americana Yondr, alla quale si è rivolto anche Chris Rock per vietare l’uso degli smartphone ai suoi prossimi spettacoli.

"Pensiamo che gli smartphone siano molto utili, ma non sempre”, spiega un portavoce di Yondr. “A volte, come ad esempio durante un concerto o uno spettacolo, possono essere una distrazione che impedisce di godersi il momento che si sta vivendo. Con questa tecnologia vogliamo dimostrare alla gente quanto sia bello concentrarsi sulla musica o sulla performance senza scattare foto, girare video e condividere sui social”.

La reazione del pubblico

"Penso che il pubblico di Chris Rock sarà sorpreso, ma alla fine si adeguerà”, dice ancora Hattie Collins. “Ci sarebbero più problemi in un concerto di Harry Styles, dove il pubblico è più giovane e abituato a condividere tutto quello che fa sui social”.

Ecco cosa pensano alcuni fan che hanno già acquistato il biglietto:

“Per me non è un problema - racconta Matt - non sono così dipendente dal telefono. Chris Rock ha preso la decisione giusta, la società è ossessionata dalla smartphone e dal fotografare e registrare ogni momento della vita”. "Sono un medico - racconta Grace - e devo poter essere sempre reperibile. Averlo dietro e poterlo usare solo in caso di necessità mi sembra un’ottima idea”.

“Durante lo spettacolo l’uso del cellulare può creare più problemi ad un comico che ad un musicista - spiega un altro fan -, mandare online le battute di un comico, riprese durante un suo spettacolo, potrebbe rovinare l’effetto sorpresa per tutti coloro che verrano dopo. Ciò incide di meno sui musicisti, le loro canzoni già si conoscono e quindi il contenuto online di una arte del concerto impatta sicuramente di meno sul lavoro dell’artista“.