Nel Pratibluff è entrato anche un bambino di 10 anni. A sua insaputa

Sebastian, il figlio affidatario di Pamela Prati e Mark Caltagirone, è interpretato da un ragazzino romano, finito suo malgrado nel tritacarne mediatico del matrimonio tarocco dell’anno. Credeva di interpretare una fiction, doveva pure fingere un tumore alla gola

pamela prati sebastian
Giovanni Mereghetti / AGF
Pamela Prati

Il piccolo Sebastian, figlio affidatario di Pamela Prati e di ghost Mark Caltagirone, a volte spacciato per italo-spagnolo a volte per italo-francese dalle distratte agenti-sceneggiatrici del matrimonio tarocco dell’anno, non esiste. O meglio è un fake, un personaggio interpretato a sua insaputa da un ragazzino romano, figlio di una parrucchiera e di un operaio, che, convinto di star girando dei provini per una fiction, doveva pure parlare con voce roca perché a un certo punto si sarebbe scoperto che aveva un tumore alla gola.

“Incompreso”, il film di Luigi Comencini del 1966 in confronto è comico. Ma c’è di più: Rebecca, l’altra “figlia in affido” della Prati che come la raggiante quasi sposa e neomamma raccontava in tv, con Sebastian rallegrava le sue giornate, confezionando per lei disegnini di casette da famiglia del Mulino Bianco, ovviamente esibiti in favor di telecamere, non è mai esistita, ha svelato l’agente Eliana Michelazzo, era tutta papà Mark insomma: per il suo ruolo il trio Prati-Michelazzo-Perricciolo  che con la storia del matrimonio tra la soubrette e Mark Caltagirone ha creato un “Truman show” fonte di un inesauribile materiale trash, manna dal cielo per i talk tv non aveva previsto neanche uno straccio di piccola attrice chiamata a confezionare video, selfie o messaggi vocali tarocchi. 

“Pratiful”, la storia bufala dell’anno che mezza Italia sta seguendo come fosse una soap opera amplificata da giornali, web e trasmissioni tv (Barbara d’Urso ha appena incollato al suo “Live - non è la d’Urso”, 3 milioni e 184 mila spettatori, con il 19 per cento di share, mentre “Chi l’ha visto”, con la Prati muta e con gli occhi lacrimosi che seguiva le truffe sentimentantali on line raccontate da Federica Sciarelli ha registrato il 9,9 per cento) è in realtà una tragedia umana  che adesso, con lo svelamento dell’ennesimo tarocco della farlocca storia, tocca (finora, ma in questa parata l’asticella si sposta di giorno in giorno più in alto) il suo punto più basso.

Perché dopo la rivelazione definitiva sull’inesistenza di Mark Caltagirone, frutto della perversa fantasia delle tre protagoniste, con la password del suo account social gestito, sostiene Donna Pamela Perricciolo, dalla stessa Prati, adesso, sezionata da Barbara d’Urso di lamè vestita, al grido di “Noi siamo molto attenti a proteggere i bambini”, la storia ha fatto un passo in avanti (o indietro, a seconda di come la si pensi sulla viralità televisiva della vicenda e sul coinvolgimento dei minori). 

A Canale 5 è sbarcata infatti la vera storia di Sebastian, il “bambino italo-spagnolo” che mettendo mano alla sceneggiatura di quel matrimonio farlocco, il trio (anche se non è ancora chiaro come andranno ripartite le responsabilità) si era inventato, pensando che un matrimonio allietato da una figliolanza felice, col maschio e la femmina da congresso della famiglia di Verona, sarebbe stato più appetibile per giornali e tv.

E allora ecco i piccoli Sebastian e Rebecca “e mamma di qua e mamma di là, e valli a prendere a scuola, le mie giornate sono piene adesso” mentiva Prati in tv, mostrando, insieme ai disegni, le quattro tazze con le scritte Pamela, Mark, Sebastian e Rebecca in cui la famigliola intingeva i biscotti (non è chiaro se impastati all’alba dalle mani dell’ex diva del Bagaglino). Adesso però ha parlato, via lettera inviata alla d’Urso e non in studio perché attraverso di lei sarebbe stato facile arrivare all’identità del minorenne (“e noi stiamo molto attenti a proteggere i bambini” ha ribadito d’Urso, non escludendo però un futuro approfondimento in studio, prepariamoci) la mamma truffata, mentre il suo avvocato, in collegamento video, ha sviscerato ancora meglio la storia.

La mamma ha scritto che conosceva da anni Pamela Perricciolo cliente del negozio da parrucchiere dove lei lavorava, la cui titolare era stata concorrente di un reality (e ti pareva, ogni passo di questa storia è scandito da un incrocio pericoloso con la tv). Il bambino decenne, ovviamente biondo e con gli occhi azzurri, viene notato dalla Perricciolo, che convince la titubante mamma ad iscriverlo, gratuitamente, alla sua agenzia.

Poco dopo si inventa l’interessamento di un produttore alla ricerca di un bambino biondo e con gli occhi azzurri, a cui segue la richiesta di un video selfie del ragazzino e di vari messaggi vocali, spacciati come provini per la fiction. Una volta assoldato per la fiction il povero  finto Sebastian viene anche trascinato in un bar a prendere un gelato con mamma Prati e l’attrice Michela Miconi con figlie e marito, che era all’oscuro di tutto  (“avevo capito che c’era qualcosa di strano, parlava romano, di spagnolo non aveva proprio niente” ha raccontato in trasmissione dalla d’Urso). E un giorno Sebastian viene portato pure alla stazione, a salutare mamma Prati che partiva: “Doveva fingersi triste per la sua partenza” ha raccontato l’avvocato che ha poi svelato anche il raccapricciante particolare della richiesta della voce roca da tumore alla gola. Possibile che i genitori non si fossero accorti di niente? Possibile, pare, perché di Donna Pamela Perricciolo si fidavano, perché al papà non era stato permesso di seguire “la scena” alla stazione e anche perché al ragazzino era stato raccomandato di non raccontare niente alla vera madre, per non rovinare “la bella sorpresa finale”.

La sorpresa finale in effetti c’è stata, sempre via d’Urso perché in questa storia vita, arte, tv, web, finto cinema, persone e personaggi si incrociano con una modalità che farebbe perdere il filo perfino a Luigi Pirandello: succede che uno dei video messaggi richiesti al povero finto Sebastian, sia un in bocca al lupo per la partenza del Grande Fratello inviato a Barbara d’Urso, che la vera mamma riconosca la voce e che insomma quando la storiona comincia a fare acqua, veleno e denunce, faccia due più due e si rivolga a un avvocato.

Parlando di professionisti c’è anche da registrare la consulenza psichiatrica chiesta da Eliana Michelazzo. A chi? Al televisivo psichiatra Alessandro Meluzzi. Accompagnata da un parente? Macché, da un inviato ( e dalle telecamere di Live-Non è la d’Urso) nella stessa puntata dedicata al raggirato Sebastian. Per la cronaca l’ex socia di Donna Pamela c’è andata perché sente “di avere una doppia personalità”, di percepire ancora la presenza di Simone Coppi, il fake con cui si è sentita sposata per dieci anni, un’invenzione della Perricciolo, dice. Meluzzi ci ha messo del suo prospettando una “perizia per circonvenzione di incapace”.

Tutto riferito alle telecamere dopo la seduta (a porte chiuse, almeno quelle) con Michelazzo, alla faccia del segreto professionale. Forse non siamo più davanti a Pratiful, ma a “In Treatment”, la serie psicanalitica Sky che aveva come protagonista strizzacervelli Sergio Castellitto.  Magari ora si scopre che Mark Caltagirone è lui e non Greta Thunberg, come vuole il tormentone social di questi giorni
 



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