Stasera in programma la finale di X Factor, cosa non è andato nell'edizione 2021

Stasera in programma la finale di X Factor, cosa non è andato nell'edizione 2021

Si sfideranno in diretta contemporanea su Sky e in chiaro su Tv8 i quattro finalisti Baltimora, Bengala Fire, Fellow e gIANMARIA. Ospiti della serata saranno i Coldplay e i Maneskin

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© XFactor
 
- I giudici della quindicesima edizione di X Factor 

AGI - Questa sera, alle 21:15 su Sky e in simulcast su TV8 e in streaming su NOW, andrà in onda la finale dell’edizione 2021 di X-Factor.

Una delle edizioni più sfortunate della storia, perlomeno in Sky, del talent, questo ormai è universalmente riconosciuto; le motivazioni potrebbero essere tante, la prima salta all’occhio già a leggere la lista dei quattro finalisti: Baltimora, Bengala Fire, Fellow e gIANMARIA, nemmeno una donna, proprio nell’anno in cui si abbattono i muri di genere ed età al grido di “Come As You Are”; alla fine la campagna infatti ha portato alla formazione di un cast a trazione quasi esclusivamente maschile.

Intendiamoci, è totalmente corretto che una donna non venga inserita in un cast solo in quanto donna, senza averne meriti, ma un punto di domanda occupa forzatamente quella nuvola che traduce i nostri pensieri, perché la qualità della musica offerta quest’anno, e andiamo ad un secondo punto del nostro elenco di cose che non hanno funzionato in questa edizione, è stata veramente misera.

Per quanto ci riguarda X-Factor 2021 comincia e si conclude con l’inedito della giovanissima Nika Paris, quel “Tranquille (Mon Coer)” dal respiro internazionale e l’efficacia quasi letale, per il resto solo un deserto di cover azzardate e inediti già dimenticati.

A chi dovesse imputarci chissà quale cinismo rispondiamo che in realtà nemmeno il pubblico è rimasto particolarmente coinvolto dall’offerta musicale, tant’è che mentre l’anno scorso a Blind, per dire, in finale viene consegnato un disco di platino, a sto giro nemmeno un inedito dei ragazzi in gara (e ne hanno presentati due) è mai finito in nessuna delle top ten più importanti del mercato musicale italiano (FIMI, Spotify, YouTube, Itunes e radio).

Non abbiamo poi dati per valutare l’andamento dello show in termini di ascolti televisivi, sono in molti ad affermare con una certa sicurezza che quest’anno X-Factor in pratica non se l’è guardato nessuno; il riscontro sulle piattaforme musicali ci suggerisce che potrebbe essere vero, ma sarebbe bastato anche solo redigere un’analisi genuina di quello che abbiamo visto sullo schermo.

Partiamo dal presupposto che la versione italiana di X-Factor è una delle poche rimaste in vita nel mondo, il format, che comunque negli altri paesi negli anni, anche in termini di credibilità discografica, è stato regolarmente surclassato da “The Voice”, esattamente come in Italia accade al contrario, mostra i primi acciacchi dovuti all’età e probabilmente, perchè non siamo nessuno per decretarlo con certezza, l’unico modo per tenerlo in vita sarebbe stata una scelta più oculata dei protagonisti.

Forse i vertici di Sky e Fremantle (la società che produce lo show) pensavano che la scelta di eliminare le categorie bastasse a dare la giusta sterzata ma la toppa si è rivelata peggio del buco, i concorrenti scelti per X-Factor 2021 infatti mancavano quasi totalmente di carisma, la loro proposta musicale insufficiente, e una parentesi a parte meritano i giudici.

Non riteniamo sia stato un errore riconfermare la cattedra della scorsa edizione, Manuel Agnelli è un veterano e il pubblico lo ha sempre percepito come il “cattivo” del gruppo, il più pretenzioso; Mika in questa sceneggiatura dovrebbe fare la parte del classico poliziotto “buono” che in realtà alla fine risulta più “cattivo” del “cattivo”; Emma Marrone invece lavora più di cuore, più di pancia, è quello il suo ruolo; mentre Hell Raton l’anno scorso ha fatto valere in maniera significativa la presenza della discografia, in termini di management, produzione, ospiti.

Ma cosa succede se il “cattivo” si comporta come un micetto spaurito, il finto “buono” sbaglia ogni scelta possibile, chi deve lavorare di cuore e di pancia rifiuta il ruolo e azzarda monologhi pretenziosi senza capo né coda e chi rappresenta la discografia sparisce nel nulla come se fosse passato di là per caso? Succede che tutto si sgonfia, che la drammaturgia del format, originariamente basata, per farla semplice, sul “blastare” il più possibile i concorrenti in gara, va a farsi benedire; se quello che dovrebbe essere un bagno di sangue diventa un’orgia di coccole, complimenti, pollici in su e sperticate e commosse standing ovation, anche quando, evidentemente, la situazione o l’interprete, spesso entrambi, meriterebbero un calcio dove non batte il sole in direzione casa e senza passare dal via, è chiaro che l’interesse del pubblico scemi, perché manca conflitto, manca ciccia, diventa un karaoke di provincia estremizzato in maniera alle volte quasi ridicola, un complesso contorno gourmet che accompagna uno yogurt scaduto.

Se X-Factor ha sempre avuto una credibilità maggiore di “Amici di Maria De Filippi”, che più che altro sforna figurine senza cognome, e “The Voice”, che non è mai riuscito ad imporre uno solo nome al music biz, è proprio perché il pubblico aveva l’impressione che stesse spiando dallo spioncino della discografia, che la musica fosse davvero inquadrata da uno speciale occhio di bue, che fosse davvero una vetrina per artisti pronti a spiccare il volo, non una cinica spettacolarizzazione del sogno di ragazzi inermi. Ma se a questa ricetta togli la musica fatta in un certo modo, con un certo mestiere, finisce che tutto diventa plastificato e fondamentalmente poco interessante, poco coinvolgente.

I vertici Sky, già durante la presentazione del programma hanno messo le mani avanti sostenendo che X-Factor Italia proseguirà anche l’anno prossimo, la cancellazione dello show al momento non sarebbe nemmeno contemplata, ma appare chiaro che qualcosa deve accadere e che le rivoluzioni non vanno solo annunciate vanno anche messe in atto, altrimenti sono solo slogan buttati al vento.

Con i dati in mano è quasi impossibile valutare chi potrà farcela stasera a portarsi a casa la vittoria, anche perché la diretta in contemporanea in chiaro su TV8 apre una fetta di pubblico ben più ampia cui preferenze ignoriamo, possiamo dire che su Spotify gli ascolti mensili di gIANMARIA sono 446mila, contro i 232mila di Baltimora, i 98mila di Fellow e gli 88mila dei Bengala Fire, questo potrebbe risultare un indizio, ma è un indizio che ogni anno risulta smentito.

Per dire, questa sera, a parte i Coldplay, ospiti della serata sono i Maneskin, le cui imprese in campo internazionale è quasi pleonastico ricordare, che tornano lì dove tutto è cominciato ma dove tutto non è mica finito benissimo, essendo arrivati com’è noto al secondo posto alle spalle dell’ormai leggendario Lorenzo Licitra, cui insuccesso post show è direttamente proporzionale alla gloria globale della band romana.

A duettare con i concorrenti questa sera durante la prima manche saranno proprio i giudici: Baltimora ed Hell Raton interpreteranno “Otherside” dei Red Hot Chili Peppers, i Bengala Fire e Manuel Agnelli proveranno con i Cure di “In Between Days”, gIANMARIA ed Emma canteranno “La Nostra Relazione” di Vasco Rossi, mentre Mika ha scelto di portare Fellow nel proprio mondo proponendogli proprio la sua “Underwater”.

In seconda manche i ragazzi proporranno un medley delle loro cover più riuscite durante questa edizione del talent, in terza invece, chi rimarrà in gara, si sfiderà con gli inediti.

I bookmaker danno come strafavorito gIANMARIA ed è normale, il ragazzo è certamente il prodotto più “vendibile” offerto quest’anno da X-Factor, nell’ambiente musicale gira addirittura la voce che sia già in mano ad un management che si occupa di musica hip hop in Italia particolarmente importante, a distanza e a pari merito i bookmaker portano Baltimora e Fellow, più distaccati i Bengala Fire.

Ma il vero problema quest’anno non è chi vince ma che al pubblico a casa e agli appassionati di musica non interessa questo granchè.