Il borgo dimenticato dei western in Sardegna

Il borgo dimenticato dei western in Sardegna

Nel Sinis, in provincia di Oristano,  il villaggio di San Salvatore, con le sue casette basse e le strade polverose fu  'protagonista' di una breve stagione cinematografica. Un film girato nel borgo ispirò il regista di Kill Bill

Sinis Oristanese borgo dimenticato  western

© Google street -

AGI - Ciak, si gira: qui Sardegna, ai confini del Messico. Siamo nel Sinis, provincia di Oristano, dove il villaggio di San Salvatore, con le sue casette basse, è stato un set naturale per film western. L'avventura sul grande schermo non ha avuto fortuna, ma ha lasciato il segno: qui è stato girato 'Giarrettiera Colt', storia di una giustiziera a cavallo, tanto amato da Quentin Tarantino.

Il regista di Pulp Fiction ha sempre considerato questo bizzarro spaghetti western un cult assoluto e gli ha reso omaggio esplicito in 'Kill Bill'. Nonostante la breve vita cinematografica e diversi incidenti di percorso, il borgo è ancora capace di sprigionare un polveroso fascino da storie di cowboy. 

L'aspetto da 'villaggio fantasma'

Ne accresce l’alone di mistero il suo aspetto da 'villaggio fantasma'. Il villaggio, frazione di Cabras, si anima solo qualche giorno all'anno in occasione della 'Corsa degli scalzi': un rito devozionale che si celebra il primo sabato di settembre quando 800 curridoris a piedi nudi, portano un simulacro in processione.

La frazione, costituita da una manciata di casette quadrate, ha origini antiche: è sorta attorno ad una suggestiva chiesetta, costruita su un santuario preistorico, dedicato al culto delle acque. Ed è circondato da una serie di attrazioni turistiche: dista solo pochi chilometri dalla famosa 'spiaggia dei chicchi di riso', Is Arutas, che con i suoi granelli di quarzo multicolore fa sognare i bagnanti, è a due passi dalle antiche colonne sul mare della città fenicio-punica di Tharros, nonché dallo scavo da cui sono emersi i Giganti di Mont’e Prama che hanno cambiato il volto della storia dell’arte antica.

Sinis Oristanese borgo dimenticato  western
©  Google Street

Il tentativo di creare un'impresa cinematografica

Da qui negli anni Sessanta la 'Corronca Company' cercò di impiantare un'impresa cinematografica e sfruttare quello che era stato il fiorente filone western. “L’idea era entusiasticamente pionieristica e nemmeno del tutto campata in aria”, spiega all'AGI Sergio Naitza, giornalista e critico cinematografico.

La società non aveva solide basi economiche e l'impresa fallì nel giro di pochi anni “ma c'erano tutte le ragioni perché potesse avere successo, del resto in quegli anni le produzioni andavano in Almeria per i western, mentre la Sardegna era più vicina e offriva, nel giro di pochi chilometri, tutti i tipi di paesaggi”, ricorda Naitza. 

'Giarretteria Colt' che ispirò Tarantino

 A San Salvatore vennero così realizzati una finta Posada e un pozzo, le case – con un po’ di gesso – diventavano quelle tipiche del New Messico o del Texas. Nel 1967, qui venne interamente girato “Giarrettiera Colt” con la bellissima Nicoletta Machiavelli nei panni di una pistolera francese, nipote della signora delle Camelie.

Un film un po’ sconclusionato che “però è 'rivoluzionario' in quanto, in un cinema dominato dal maschilismo, viene introdotta la figura di una donna con la pistola che arriva per fare giustizia”, evidenzia Naitza. Una pellicola amatissima da Tarantino che sceglierà 'Arlene Machiavelli' come falso nome per la protagonista di Kill Bill in cerca di una nuova identità.

 Questo il picco di gloria del villaggio del Sinis dove furono girate poche altre scene prima di essere abbandonato dalle macchine da presa. Ne resterà il fascino del cinema, ereditato dal alcuni abitanti del posto che hanno realizzato un emporio e l'ufficio dello sceriffo per accogliere i turisti.

Negli anni la suggestione ha superato la realtà: qui non ha mai girato Sergio Leone come vorrebbe una leggenda metropolitana che ogni tanto riemerge. Tutto si è ridimensionato quando un incendio ha distrutto quello che rimaneva del set e così il borgo è stata riportato allo stato originario. Resta il fascino, la chiesetta – quasi sempre chiusa e senza indicazioni sugli orari di apertura - e le tante storie sul vecchio cinema che continuano ad aleggiare tra le stradine.