Un cinese al Campidoglio? La marcia del candidato Wong

Un cinese al Campidoglio? La marcia del candidato Wong

Roma - Marco Wong, cinese di seconda generazione, sogna una poltrona al Campidoglio. Candidato come consigliere comunale nella lista civica che sostiene Roberto Giachetti, Wong, 53 anni, presidente onorario di Associna, carriera da ingegnere per grandi aziende (da Telecom a Huawei), aveva provato a candidarsi altre due volte al consiglio comunale di Prato con Sel (2009 e 2014) ma non ce l'ha mai fatta. "Voglio dare voce ai cittadini che non hanno rappresentanza" ha detto Wong all'Agi.

"A Roma più che a Prato - ha spiegato - ci sono molte possibilità di collaborazione tra Italia e Cina, dal turismo all'attrazione di investimenti. Possiamo valorizzare la presenza della comunità cinese". Una comunità di circa 15 mila persone a Roma. Di queste, 500 hanno diritto al voto. Wong ha lanciato uno slogan che completa quello di Giachetti: #RomaGuardaAlMondo.

L'ingegnere cinese, presidente della maggiore associazione di immigrati di seconda generazione, vuole una città più aperta, capace di attrarre investimenti esteri. "Gli investitori cinesi sono interessati per esempio all'industria cinematografica - ha detto - Roma è stata la destinazione privilegiata per le produzioni hollywoodiane, e oggi che il perno dell'industria si sta spostando a oriente, la Cina vuole replicare il modello con il quale il cinema italiano si è fatto conoscere all'estero". Roma caput mundi capace di valorizzare la comunità cinese "per fare da ponte tra Italia e Cina". Proprio Associna, in questi giorni ha diffuso su youtube un video in cinese dal titolo "Perché andare a votare?" con lo scopo di aiutare gli elettori asiatici a esercitare democraticamente il diritto al voto. Una iniziativa, spiegano dall'associazione, sulla falsariga di Jasmine Roots (campagna di sensibilizzazione al voto delle primarie del Pd a Roma) che punta a evitare le polemiche e le strumentalizzazioni scoppiate in occasione delle primarie a Milano.

"Marco Wong è un candidato eccellente, a prescindere dalle sue origini cinesi. Sarebbe un ottimo consigliere comunale per tutti i romani" ha detto Roberto Giachetti all'Agi. "Certamente - ha aggiunto - la sua è anche una candidatura simbolica. I rapporti politici di alto livello tra Italia e Cina sono eccellenti. Tra i romani mi sembra di notare che la diffidenza iniziale stia evolvendo in positivo. Dobbiamo approfittare dei rapporti storici tra Italia e Cina per cogliere insieme le opportunità contemporanee".

La comunità cinese a Roma ha dimensioni "ragguardevoli", la quarta per consistenza (circa il 5%) dopo Romania, Filippine e Bangladesh. Giachetti assicura: "Chiederò ai cinesi di Roma di farsi promotori di un grande progetto di rilancio del quartiere Esquilino", e promette che intende "lavorare con l'Ambasciata Cinese per aumentare il flusso di turisti soprattutto durante le loro feste nazionali che spesso coincidono con periodi di bassa stagione a Roma".

Perché Wong ha scelto Giachetti?

"Giachetti mi piace non solo per le sue qualità umane. Mi piace per la sua esperienza sia politica sia amministrativa, un abbinamento raro. Il programma preparato da un team solido ed esteso, è ponderato, ragionato e completo".

Cosa significa per lei lo slogan #RomaTornaRoma?

"Significa così tanto che ho voluto completarlo con il mio slogan aggiuntivo #RomaGuardaAlMondo. Penso che Roma debba tornare alla situazione di benessere generale che si merita, risollevarsi dal caos in cui è precipitata. Il mio contributo attraverso questo slogan è nell'indicare una modalità: Roma torna Roma cercando di essere più internazionale e aperta al mondo".

Come viene vista Roma dalla Cina?

"La Cina ha una visione assolutamente positiva dell'Italia, e di Roma. Pechino nutre un sentimento buono nei confronti di questo paese che tuttavia si ostina a non contraccambiarlo. Da parte italiana continua a esserci diffidenza e timore. Mi candido anche per tentare di eliminare questa percezione negativa".

Cosa farà se verrà eletto?

"In cima alle mie priorità c'è sicuramente la valorizzazione della comunità cinese per fare da ponte tra Italia e Cina. Poi lo sviluppo del turismo. Vede, gli operatori privati, penso alle boutique di lusso del centro, hanno già coscienza che i nuovi flussi turistici sono composti dai paese emergenti o recentemente emersi. Ma se la consapevolezza è arrivata ai privati, tarda a raggiungere le istituzioni. Vorrei quindi creare la possibilità di prevedere l'organizzazione di eventi di richiamo per alcuni paesi, in periodi in cui la bassa stagione coincide con le festività cinesi. Mentre febbraio per l'Italia è un mese di bassa stagione, per la Cina è un mese di festa in cui si celebra il capodanno lunare, e ogni anno un numero sempre maggiore di cinesi lo passa all'estero. Perché non dovrebbero scegliere proprio Roma? Un altro punto su cui mi vorrei concentrare è l'attrazione degli investimenti. Sono convinto che avere una figura istituzionale con una buona conoscenza del mercato cinese, possa essere un fattore determinante per attrarre gli investitori cinesi".

Dove vogliono investire i cinesi a Roma?

"L' industria cinematografica, per esempio. Roma è stata la destinazione privilegiata per le produzioni hollywoodiane, e oggi che il perno dell'industria si sta spostando a oriente, la Cina vuole replicare il modello con il quale il cinema italiano si è fatto conoscere all'estero. Oltre al turismo, un altro settore interessante per i cinesi è quello dell'agroalimentare. Le campagne laziali pullulano di piccole e medie aziende che non hanno le forza finanziaria per affrontare il mercato cinese, il quale ha un forte interesse per i nostri prodotti".

Giachetti aspetta di andare al ballottaggio, la Raggi è data per vincente, anche dopo il (primo) confronto televisivo di ieri sera su Sky. Quanto contano i sondaggi?

"I sondaggi non sono altro che indicatori generici, non bisogna farci troppo affidamento. La percentuale degli indecisi è molto alta, è in corso una lotta all'ultimo voto". I cinesi sanno chi votare?"Il lavoro da fare in realtà è ancora molto. Molti degli aventi diritto, hanno preso la cittadinanza da poco e non hanno una tradizione elettorale così lunga. Per aiutarli, ho ideato delle vignette (come fatto in precedenza a Prato) che spiega in modo semplice come si fa a esercitare il diritto al voto e Associna ha diffuso il video. Dobbiamo poi considerare chi non ha interesse per la vita politica, chi se ne è andato".

Sta dicendo che c'è una fuga di cervelli anche tra i figli degli immigrati cinesi?

"Girando tra le famiglie della comunità cinese di Roma, ho ascoltato molte storie di ragazzi che hanno deciso di fare un' altra immigrazione. Si tratta in particolare di studenti universitari, figli di immigrati, che dopo aver ottenuto la cittadinanza, vanno a studiare in Inghilterra. E in molti casi non tornano". (AGI)