Dietro "La Vergine delle Rocce" di Leonardo c'erano dei disegni nascosti

Il team guidato da Catherine Higgitt della National Gallery e Pier Luigi Dragotti dell'Imperial College ha analizzato l'opera del genio toscano grazie a una nuova tecnica di scansione a fluorescenza a raggi X (MA-XRF) per registrare l'intera composizione chimica del dipinto

vergine delle rocce leonardo
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"La Vergine delle Rocce" di Leonardo Da Vinci

"La Vergine delle Rocce", il famoso dipinto di Leonardo Da Vinci, nascondeva dei disegni nascosti che sono stati rintracciati grazie all'intelligenza artificiale. Questi sono i risultati di una ricerca nata dalla collaborazione tra la National Gallery e l'Imperial College di Londra. Secondo quanto riportato da Phys.org, il team, guidato da Catherine Higgitt della National Gallery e Pier Luigi Dragotti dell'Imperial College, ha analizzato l'opera del genio toscano grazie a una nuova tecnica di scansione a fluorescenza a raggi X (MA-XRF) per registrare l'intera composizione chimica del dipinto.

Commissionato a Da Vinci nel 1483 per una cappella a Milano, "La Vergine delle Rocce” ritrae la Madonna, Gesù bambino e Giovanni Battista all'interno di una caverna. I ricercatori dichiarano di aver rilevato tracce di zinco, che potrebbero indicare il materiale con cui Leonardo avrebbe potuto delineare inizialmente l'immagine. A questo punto un'Intelligenza Artificiale è stata programmata per isolare tutte le tracce di zinco registrate durante la scansione, rivelando in questo modo una versione quasi completa dello schizzo nascosto sotto l'intero dipinto.

"Stavamo ottenendo segnali molto deboli dallo zinco all'interno del dipinto a causa della sua sovrapposizione con altri elementi, ma l'algoritmo ci ha dato maggiore fiducia nei segnali relativi all'immagine nascosta", spiega Higgitt "Sembrava di cercare un ago in un pagliaio, qualcosa che richiedesse una mole di lavoro enorme, ma è diventato molto meno scoraggiante quando abbiamo capito che potevamo programmare un'AI in modo che sapesse di dover trovare l'ago e non qualunque altra cosa", aggiunge Dragotti. 



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