Smettere di fumare con un videogioco

La Food and Drug administration statunitense ha lanciato un gioco horror per sensibilizzare i teenager sui pericoli della nicotina. Un'idea originale per come è stata realizzata, ma che non ha convinto tutti

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Sei intrappolato all'interno di un inquietante labirinto pieno di trappole ed enigmi. Hai un solo obiettivo: correre il più velocemente possibile verso l'uscita. Prima che ci riescano gli altri tre tuoi amici che come te sono stati gettati in questo dedalo di corridoi dal sapore di ospedale abbandonato. Solo uno potrà trovare la via di uscita.

Sembra la trama di un film horror non troppo originale, con qualche richiamo a “Saw l'enigmista” e un'abbuffata di tutti i luoghi comuni del genere. E invece si tratta della storia alla base di “One Leaves”, videogame gratuito disponibile per Xbox e Pc Windows 10. Gioco di cui con ogni probabilità nessuno sentirebbe il bisogno di parlare, e che verrebbe dimenticato in pochi minuti, se non avesse una caratteristica che lo rende unico o quasi: è stato voluto dalla potente Food and Drug administration degli Stati Uniti d'America, l'ente che si occupa della regolamentazione di farmaci e alimenti, per convincere gli adolescenti a smettere di fumare.

La storia recente è piena di campagne di sensibilizzazione che puntano a giovani e meno giovani per ricordargli quanto nicotina e tabacco possano essere dannosi per la loro salute. Spot, lezioni, star e vip assoldati, interi programmi televisivi e radiofonici da anni cercano di convincere gli adolescenti a togliersi il vizio, prima di pentirsene amaramente, o a non cominciare affatto.

Eppure i risultati su questa fascia di pubblico non stanno arrivando. In Italia quasi uno studente delle superiore su quattro fuma (era uno su cinque nel 2010, dicono i dati Istat) e secondo uno studio internazionale pubblicato su Plos One, dal 1990 a oggi è aumentato del 50 per cento il numero di fumatori nella fascia tra gli 11 e i 15 anni in Europa. Un aumento così drammatico che in parte potrebbe persino essere stato causato da queste campagne di sensibilizzazione poco efficaci, come suggeriscono altri studi internazionali.

Che fare quindi? Non resta che provare con un approccio più originale, come la creazione di un videogioco. Ma qui scatta l'altro problema: difficile pensare che esista nel mondo un solo ragazzo tra i 12 e 17 anni, questo il target a cui mira la campagna della Fda, interessato a interagire volontariamente con uno strumento che prova ad insegnargli qualcosa o, peggio ancora, a dirgli cosa non deve fare. Nel recente passato non mancano infatti i videogame “educativi”, anche usati in campagne anti-fumo. Ma si tratta quasi sempre di prodotti didascalici e scolastici: più o meno la versione digitale di un genitore che ti sgrida. E, come tali, del tutto inutili.

L'approccio scelto da “One Leaves” è invece più intrigante: fino alla schermata finale infatti, non è affatto chiaro che si tratta di un gioco educativo e i messaggi che lancia al gamer sono assai più subliminali. Il labirinto rappresenta il vizio del fumo, il fatto che solo un giocatore su quattro può uscirne è un rimando alla statistica secondo cui tre teenager su quattro continuano a fumare anche da adulti, la difficoltà di correre del proprio avatar è correlata ai danni ai polmoni causati dal fumo e così via. La musica angosciante e l'ambientazione cupa aiutano a immedesimarsi nel gioco e il finale lascia il segno. Certo, non ci troviamo di fronte a un capolavoro ma, per un titolo scaricabile gratuitamente e che si completa in un quarto d'ora, il risultato si può definire più che valido.

Devono aver pensato lo stesso anche alcuni vip che hanno prestato il proprio volto e la propria professionalità alla campagna della Fda: il regista Leone D'Oro Darren Aronofsky ha curato un trailer visibile sul sito ufficiale, e il più famoso streamer al mondo Tyler "Ninja" Blevins (21 milioni di fan su YouTube e 13 milioni su Twitch), ha caricato sui suoi canali social una diretta mentre affronta il gioco, moltiplicando non poco la visibilità del titolo nella community dei gamer americani (e non solo).

Già, la community dei gamer. A giudicare dai commenti dati al gioco sugli store da cui è scaricabile, la sua accoglienza è stata tutto fuorché positiva: su oltre duecento recensioni lasciate online, la media è di appena due stelline su cinque. Tanti puristi lamentano proprio la natura ibrida di questo progetto, che usa il videogame per far passare un messaggio positivo. Per ora è difficile dire se hanno ragione loro a essere scettici, o se invece la Fda ci ha visto giusto.



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