Epilessia, farmaco aumenta rischio difetti alla nascita

Epilessia, farmaco aumenta rischio difetti alla nascita
 Epilessia neurologia esami clinici neurologici - afp

Washington - Un farmaco usato per il trattamento del dolore, dell'epilessia, dell'ansia e di altri disturbi puo' essere collegato a un aumento del rischio di difetti alla nascita. Si tratta del pregabalin usato piu' frequentemente per l'epilessia, la fibromialgia e il dolore neuropatico. A scoprire il legame tra il farmaco e un aumentato rischio di difetti alla nascita e' stato uno studio condotto dallo Swiss Teratogen Information Service dell'Ospedale universitario vodese. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neurology. I ricercatori hanno esaminato i dati di 164 donne che avevano assunto pregabalin durante la gravidanza e di 656 donne incinte che non avevano preso il farmaco, tutte provenienti da 7 paesi diversi. Tra le donne incinte che hanno assunto il farmaco, 115 lo facevano per il dolore neuropatico, 30 per disturbi psichiatrici (epilessia, ansia, disturbo bipolare e psicosi), 5 per l'epilessia e una per la sindrome delle gambe senza riposo. Ebbene dai risultati e' emerso che le donne che hanno assunto il pregabalin nei primi tre mesi di gravidanza hanno avuto un rischio triplicato di mettere al mondo un bambino con difetti maggiori alla nascita. In particolare, queste donne avevano 6 volte piu' probabilita' di partorire un figlio con un grave difetto del sistema nervoso centrale, rispetto alle donne che non hanno assunto il farmaco. "Non possiamo trarre conclusioni definitive da questo studio, dal momento che molte delle donne stavano prendendo altri farmaci che potrebbe aver giocato un ruolo nei difetti di nascita e perche' lo studio e' piccolo ed i risultati devono essere confermati con studi piu' ampi", ha detto Ursula Winterfeld, autrice dello studio. "Ma questo risultati indicano che ci puo' essere un aumento del rischio di difetti maggiori alla nascita dopo l'assunzione di pregabalin durante il primo trimestre di gravidanza", ha concluso. (AGI) .