A Denver hanno deciso di depenalizzare i funghi allucinogeni

È stata la prima città del Colorado a legalizzare la marijuana a scopo ricreativo, ora vuole passare ai funghetti, anche se per adesso solo a scopo terapeutico

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Aggiornato il 9 maggio 2019 alle ore 11,40.

Gli abitanti di Denver hanno scelto di depenalizzare i funghetti allucinogeni. I risultati del referendum saranno ufficiali il 16 maggio, ma già si sa che hanno vinto i favorevoli seppure di un soffio (appena 2 mila voti in più); e così la capitale del Colorado diventa la prima città statunitense a consentire l'uso di questa droga per uso personale, anche a scopo terapeutico; e a dare uno scossone al Controlled Substances Act voluto da Richard Nixon nel 1971.

Il referendum popolare promosso dal gruppo Decriminalize Denver puntava a depenalizzare uso, possesso e coltivazione personale dei “funghetti magici”, contenenti psilocibina. In particolare, la “Initiated Ordinance 301” - questo il nome della proposta - invita a consentire l’uso esclusivamente in ambito privato e personale per chi ha almeno 21 anni. La città punta a ripetere la vittoria della marijuana del 2005, 6 anni prima che il Colorado diventasse il primo stato a legalizzare la cannabis per uso ricreativo.

Ma i funghetti aiutano davvero? È così per Justin che a 6 anni ha iniziato a manifestare i primi segni di disturbi mentali. I sintomi sono peggiorati tra i 20 e i 30 anni, quando gli è stato diagnosticato un disturbo bipolare. Ogni giorno per Justin era come vivere all’inferno, al punto da diventare dipendente dall’alcol. Finché un giorno, dietro consiglio di un amico, ha provato un trattamento insolito e illegale: i funghetti magici. “Ho subito una trasformazione - ha raccontato al Los Angeles Times, chiedendo di omettere il suo cognome - Sono una persona diversa oggi. Posso uscire, mi diverto”.

Justin ne assume 3 dosi a settimana rischiando ogni volta una multa salata, il carcere o entrambi. La sua storia è centrale nella narrazione del gruppo di attivisti di Denver. Ma non è l’unica. “La proposta è accompagnata da moltissimi dati scientifici e medici sugli effetti positivi della psilocibina”, sostiene Kevin Matthews, a capo della campagna di Decriminalize Denver. Per Matthews si sta assistendo a una “rinascita delle sostanze psichedeliche non a scopo di sballo ma per fini terapeutici.

Tuttavia la comunità scientifica ha ancora molti dubbi sul consumo di funghi allucinogeni: “Il nostro timore riguarda i danni a lungo termine che oggi ancora non conosciamo”, ha dichiarato al LAT Jeff Hunt, direttore del think tank “Centennial Institute” della Colorado Christian University. Anche gli scienziati che riconoscono le enormi potenzialità terapeutiche della psilocibina evitano alla cautela. “Io sostengo la depenalizzazione, ma sono preoccupato per l’uso incontrollato”, ha commentato Charles Grob, psichiatra dell’UCLA che da 30 anni conduce ricerche sugli allucinogeni. “Alcune persone hanno un’esperienza fantastica ma altre possono peggiorare”.

Questo tipo di droga “può causare una reazione psicotica in persone con schizofrenia o con una storia familiare di malattia mentale”. Non solo. Ci sono altre questioni aperte: “Chi si occuperà della persona che ha assunto i funghetti? Non è sicuro guidare e nemmeno andare in giro a piedi. Deve esserci una persona che si occupi di chi è sotto effetto della droga”. E poi c’è il problema del dosaggio, che cambia da specie di fungo a specie. Insomma il fai da te è molto pericoloso.

E’ proprio su questo che insistono i critici della campagna di depenalizzazione di Denver: il provvedimento rappresenta il primo passo per la commercializzazione del prodotto e consente a chiunque di assumere i funghetti, per qualsiasi motivo.



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