Nuovi indizi su Romani in America, convegno circolo Mae

(AGI) - Roma, 16 settembre - Nuovi indizi che fanno pensare auna presenza di antichi Romani nel continente americano sonostati svelati al circolo della Farnesina, dove e' statapresentata la nuova edizione ampliata del volume "Quando iRomani andavano in America" di Elio Cadelo. Tra gli esempi, cisono i ruderi di muri in mattoni cotti nel sito di Comalcalco,in territorio Olmeco e Maya sulla costa del Golfo del Messico,sconosciuti nelle culture autoctone americane, o le tubature interracotta sull'acropoli, mai rinvenute in alcun altro sitoarcheologico nel continente. Un'altra dimostrazione, sempreconservata nel museo locale

(AGI) - Roma, 16 settembre - Nuovi indizi che fanno pensare auna presenza di antichi Romani nel continente americano sonostati svelati al circolo della Farnesina, dove e' statapresentata la nuova edizione ampliata del volume "Quando iRomani andavano in America" di Elio Cadelo. Tra gli esempi, cisono i ruderi di muri in mattoni cotti nel sito di Comalcalco,in territorio Olmeco e Maya sulla costa del Golfo del Messico,sconosciuti nelle culture autoctone americane, o le tubature interracotta sull'acropoli, mai rinvenute in alcun altro sitoarcheologico nel continente. Un'altra dimostrazione, sempreconservata nel museo locale di Comalcalco, sono le statuettemaschili munite di barba e baffi, una caratteristicasconosciuta fra le antiche popolazioni americane. Infine, nelcorso di un recente scavo, archeologi messicani hanno riportatoalla luce presso Comalcalco una grande necropoli con 66scheletri inumati all'interno di giare e accanto a ogni giarauno scheletro inumato a terra. "Anche il rito funerario dellasepoltura all'interno di giare - ha spiegato l'archeologaamericanista Maria Longhena - e' estranea al mondo maya". Altroindizio di un'antica frequentazione romana della costacentro-americana e' la frequente raffigurazione di ananas, chenelle case dei ricchi Romani erano presenti sia a tavola chesulle pareti, in affreschi o mosaici. Ne ha mostrati in grannumero, al convegno alla Farnesina, l'archeologo romanistaFabrizio Pesando dell'Universita' Orientale di Napoli. L'ananase' un frutto autoctono dell'America centrale, e mantienecondizioni di accettabile freschezza anche dopo una traversatatrans-atlantica. (AGI).