Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva su ipotesi taglio alla sanita' di 1,5 miliardi di euro: siamo contrari

Governo e Regioni ci dicano come affronteranno il definanziamento senza intaccare i diritti dei cittadini

"Esprimiamo forte preoccupazione e contrarieta' per il definanziamento di 1,5 miliardi al Fondo Sanitario Nazionale per il 2015 su cui sembrerebbe esserci l'accordo tra Governo e Regioni come annunciato in queste ore. Un taglio che, tra l'altro, giunge in un momento in cui gli interventi strutturali di riorganizzazione dell'intero sistema, previsti dal Patto per la salute e annunciati da anni, non sono stati nemmeno avviati".
Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva in merito al presunto accordo fra Stato e Regioni annunciato da Chiamparino.
"Temiamo che gli effetti di questo taglio continueranno a reiterare quanto avvenuto finora: penalizzare qualita', sicurezza e accessibilita' del Servizio Sanitario Pubblico senza invece aggredire inefficienze, sprechi e malaffare; avere solo 10 regioni in grado di rispettare l'adempimento istituzionale dei Livelli Essenziali di Assistenza; aumentare progressivamente e in modo insostenibile i ticket (+25% dal 2010 al 2013) con conseguente necessita' di rinuncia alle cure da parte di chi ne avrebbe bisogno; ostacolare l'accesso all'innovazione tecnologica utile.
Per questo chiediamo a Governo e Regioni di dichiarare pubblicamente quali azioni, interventi e provvedimenti metteranno in campo per affrontare il definanziamento, senza intaccare diritti e tutele per i cittadini, ma anzi potenziandoli, visto il contesto attuale.
Il taglio, se confermato - conclude Aceti - non sia un alibi per derogare agli impegni del Patto per la salute e in particolare quelli che rafforzerebbero diritti e tutele dei cittadini a partire dall'aggiornamento al rialzo dei LEA, del Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili, dell'elenco delle malattie croniche e rare esenti ticket, tutto ormai fermo da troppi anni".

Roma, 4 dicembre 2014