Referendum: Goldman Sachs paventa problemi per le banche, qualora vincessero i no? 

Una ragione in piu' per votare 'no' alle modifiche costituzionali, richieste di Jp Morgan e dalla banche d'affari

(Adusbef) - Le palesi ingerenze delle banche di affari e dei banchieri, per condizionare le scelte politiche dei governi piegandole agli esclusivi interessi della finanza, gli stessi che hanno emesso derivati tossici per intascare stock option e premi sul denaro dal nulla, generando la crisi sistemica, che dal 2007 ha ridotto sul lastrico milioni di risparmiatori, con fallimenti a catena di banche falcidiando oltre 30 milioni di posti di lavoro, sono intollerabili e devono essere respinte. Dopo il documento di JP Morgan (con l’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli, vice presidente per l'Italia della banca americana), che ha caldeggiato urgenti riforme dei ‘sistemi politici della periferia meridionale instaurati in seguito alla caduta di dittature, con le costituzioni che mostrano una forte influenza delle idee socialiste, caratterizzate da  tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo’, oggi il rapporto di Goldman Sachs, preoccupata di un vittoria dei NO al referendum costituzionale. ‘Se al referendum in Italia vincerà il fronte del 'No' "la probabilità di una ricapitalizzazione di successo guidata dal mercato per le banche più deboli diminuirebbe"- ha affermato l'ufficio studi della Goldman Sachs. Al momento, si legge in un documento di analisi sulle implicazioni del referendum in Italia, Goldman Sachs vede al 40% la probabilità che le proposte di modifica costituzionale vengano respinte dall'elettorato. Una percentuale ancora elevata, precisano gli analisti. La vittoria del 'No', avvertono ancora, "sarebbe vista come una battuta d'arresto all'impeto di riforme strutturali di cui l'Italia ha estremo bisogno per migliorare i propri risultati in termini di crescita". 
Gli interessi dei banchieri di affari come JP Morgan e Goldman Sachs, non coincidono con i diritti e gli interessi delle famiglie, dei lavoratori e dei consumatori taglieggiati dagli istituti di credito e da politiche economiche filo bancarie del governo, per questo i cittadini farebbero bene a fare l’esatto contrario degli appelli interessati delle banche, respingendo una riforma costituzionale che invece di abrogare il bicameralismo perfetto e ridurre i costi della politica, trasforma il Senato in un confortevole dopolavoro per la classe politica regionale tra le più indagate, con il salvacondotto dell’immunità parlamentare.