Banche: azionisti (forzati) BPVI e depositanti

PAGHERANNO FRAUDOLENTA GESTIONE CREDITIZIA DI ZONIN & SOCI CON BAIL IN, ESPROPRIO DEL RISPARMIO IDEATO PER SALVARE MALA GESTIO DEI BANCHIERI.CONSUMATORI CHIEDONO MISURE CAUTELARI ZONIN & SOCI PER PERICOLO FUGA E POSSIBILE INQUINAMENTO DELLE PROVE. OGGI  ANCHE BCE SI ACCORGE  CRISI FIDUCIA VERSO LE BANCHE

La Banca Popolare di Vicenza, la cui crisi di liquidita' fu risolta (in parte) con un trasferimento di 40 milioni di euro da Bene Banca Vacienna (commissariata all'uopo da Bankitalia ?), al tasso dello 0,375% e che rimborso' in anticipo obbligazioni al 5%, trasformate in azioni gonfiate che furono poi svalutate del 23%, emette un titolo decennale che rende l'11%, per un importo di 200 milioni rivolto agli investitori istituzionali, obbligazione subordinata che oltre a poter finire nel paniere dei fondi e colpire cosi' il pubblico risparmio, con le nuove norme del bail-in sui salvataggi bancari in vigore da 1 gennaio 2016, con il rischio dei sottoscrittori di questi bond di ripianare le perdite.

  La scandalosa gestione della Banca Popolare di Vicenza da parte di Zonin & Soci, il valore gonfiato delle azioni ed i metodi ricattatori ed estorsivi per diventare azionisti, denunciata da Adusbef dal 18 marzo 2008, con la diretta responsabilita' di Bankitalia e Consob che hanno girato la testa dall'altra parte, dovrebbe indurre la Procura di Vicenza a procedere agli arresti di Zonin & Soci per evitare inquinamento delle prove e pericolo di fuga, contestando ipotesi di estorsione, concussione e corruzione, non  aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, che costituiscono un evidente salvagente lanciato in automatico a favore delle autorita' di controllo e che danneggia ulteriormente i risparmiatori come dimostrano i tanti casi cui abbiamo assistito in questi anni.

   Poiche' la contestazione del reato di ostacolo alla vigilanza permette alle autorita' di controllo di presentarsi sempre come vittime, di costituirsi parte civile e di beneficiare de facto di una sorta di impunita', mentre i risparmiatori oltre al danno sono costretti a subire anche l'ennesima beffa, come dimostra la lunga catena di scandali finanziari ed industriali, a cominciare da Parmalat, Cirio, Lehman Brothers, Deiulemar, Mps, e' inaccettabile la deferenza giudiziaria verso i banchieri, trattati con i guanti bianchi, diversamente da soggetti che commettono reati di modesta entita', subito arrestati.

   Anche la Bce, per bocca di Sabine Lautenschlager, membro del Comitato esecutivo Bce e vicepresidente del Consiglio di vigilanza del Meccanismo di vigilanza unico, intervenuta a un convegno alla Bocconi di Milano sul futuro delle banche, e' consapevole di un diffuso malcostume nel settore bancario e della sfiducia di utenti e risparmiatori verso il sistema, aggravata con le turbolenze del 2008 e del 2009, che  hanno fortemente pesato sulla perdita di fiducia da parte del pubblico, con  il problema ancora non  risolto dopo la fase piu' acuta della crisi, dato che  a 7 anni di distanza la fiducia nei confronti del settore bancario resta ancora molto bassa.

   I diversi scandali che hanno investito il sistema bancario, anche in Italia con la lunga catena di gestione dissennata del credito e del risparmio, quali Mps, Banca delle Marche, Cariferrara, Carige, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza,"hanno rafforzato la percezione di un diffuso malcostume nel settore"- ha continuato Sabine Lautenschlager nel suo discorso alla Bocconi spiegando che alla base del sentire comune ci sono "numerosi scandali come la manipolazione dei tassi Libor, evasioni fiscali su vasta scala, intermediari finanziari che in maniera fraudolenta conducevano operazioni non autorizzate, irregolarita' nella vendita di mutui e onerosi salvataggi di banche a spese dei contribuenti".

   A differenza del membro dell'esecutivo Bce, che  sforna la ricetta per "superare la crisi di fiducia di cui soffrono le banche con modelli di business sostenibili ed una chiara prospettiva di lungo periodo, visto che molte delle crisi recenti sono scaturite dal fatto che le banche ricercano profitti a breve termine elevati ma rischiosi, anziche' rendimenti a lungo termine inferiori ma piu' stabili", Adusbef e Federconsumatori ritengono che la sfiducia verso il sistema bancario si aggravera' con il bail-in, modello scelto dalla Bce per addossare ad azionisti, obbligazionisti e depositanti crac e dissesti bancari, che avvengono con l'omessa vigilanza delle autorita' preposte ai controlli.

Roma, 28.9.2015