Iran: 65 anni fa il golpe Cia che segno' i rapporti con gli Usa

Iran: 65 anni fa il golpe Cia che segno' i rapporti con gli Usa
 Teheran colpo di Stato 1953 (Afp)

Teheran - "Marg bar Amrika" (Morte agli Stati Uniti). E' uno slogan che ricorre spesso nelle marce degli iraniani in occasione dei festeggiamenti della rivoluzione islamica. Lo slogan ritorna oggi nell'anniversario della dell'operazione Ajax, il golpe della Cia contro il governo iraniano nel 1953. Era infatti proprio 18 agosto quando l'agenzia americana guidata da Allen Dulles, orchestro' a Teheran un colpo di Stato che rovescio' il governo del primo ministro Mohammad Mosaddeq che, con la nazionalizzazione del petrolio e l'alleanza con i religiosi, aveva avviato una transizione democratica pacifica in Iran. Al suo posto torno' al potere Mohammad Reza Pahlavi'.


L'intervento Usa, di cui le autorita' americane hanno ammesso la responsabilita' solo nel 1995, cambio' le sorti dell'allora Persia. Secondo i documenti pubblicati dal National Security Archive e riassunti nel libro Mohammad Mosaddeq and the 1953 Coup in Iran, curato da Mark J. Gasiorowski e Malcolm Byrne, fu proprio quel colpo di stato a causare un danno alla reputazione degli Stati Uniti in Iran: "La caduta dello scia' nel 1979 ricordo' l'intervento statunitense del 1953, il quale rese possibile la successiva e sempre piu' impopolare monarchia, che in venticinque anni di regno intensifico' il carattere antiamericano della rivoluzione nelle menti di molti iraniani" si legge nel testo. L'amministrazione di Eisenhower considero' il golpe un successo, una posizione tuttavia non piu' condivisa oggi, nemmeno dai politici americani. Nel 2000, Madeleine Albright, segretario di Stato degli Stati Uniti, disse che l'intervento degli Usa negli affari interni dell'Iran fu una battuta d'arresto per il governo democratico. Non solo, il colpo di stato viene oggi considerato come un evento che contribui' alla rivoluzione islamica del 1979, che depose lo scia' filo-occidentale a favore di una Repubblica Islamica. "La rivoluzione degli oppressi e dei diseredati", venne chiamata dall'Imam Khomeini.
Nel giugno 2009 Barack Obama nel suo discorso all'Universita' al-Azhar a Il Cairo, in Egitto, parlo' delle relazioni degli Stati Uniti con l'Iran, menzionando il ruolo degli Usa nel golpe del 1953: "Nel bel mezzo della Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno avuto parte nel rovesciamento di un governo iraniano democraticamente eletto".
Nonostante l'accordo sul nucleare ancora oggi restano degli ostacoli alla normalizzazione delle relazioni tra Iran e Usa. "Non saremo mai amici degli Stati Uniti", ha detto la guida suprema, l'Ayatollah Seyyed Ali' Khamenei, a luglio scorso, proprio in reazione a nuove sanzioni approvate da Washington. (AGI)