Cina: imprese Ue crescono, resta difficile l'accesso al mercato

Cina: imprese Ue crescono, resta difficile l'accesso al mercato

Pechino - Le imprese dell'Unione Europea in Cina segnano profitti in crescita nel 2016, ma lamentano barriere di accesso al mercato, in un momento in cui le aziende locali stanno diventando sempre piu' innovative. E' il risultato dell'ultimo Business Confidence Survey condotto dalla Camera di Commercio dell'Unione Europea in Cina (Euccc) in collaborazione con l'azienda di consulenza Roland Berger. "La campagna anti-corruzione del presidente Xi Jinping ha avuto un notevole impatto", sottolinea in una nota la Euccc, ma "le aziende europee rimangono deluse dalla continua mancanza di progressi dell'agenda complessiva delle riforme": solo il 15% delle aziende interpellate per il sondaggio ritiene che le barriere di regolamentazione diminuiranno nei prossimi cinque anni, mentre un altro 40% le vede in crescita. L'aumento di competitivita' delle aziende locali viene visto piu' come un'opportunita' che come una sfida dalle imprese europee, secondo il sondaggio, che vede il 55% delle aziende europee interpellate con ricavi in crescita nell'anno fiscale 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.


La presentazione del sondaggio della Euccc arriva alla vigilia dell'appuntamento annuale di incontro tra i vertici cinesi ed europei. Il primo ministro cinese, Li Keqiang, ha lasciato Pechino questa mattina, ora locale, per due tappe europee: la Germania, dove incontrera' nelle prossime ore il cancelliere Angela Merkel, e il Belgio, dove domani e il 2 giugno prossimo partecipera' all'Eu-China Summit, assieme al presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.


Sul piano delle relazioni bilaterali nel campo del commercio e degli investimenti la Camera di Commercio Europea in Cina nutre "la grande ambizione di concludere il trattato complessivo sugli investimenti entro i prossimi dodici mesi", ha dichiarato il presidente della Euccc, Mats Harborn. La conclusione dei negoziati sul Cai (Comprensive Agreement on Investment) sarebbe un importante segnale di apertura da parte cinese, dopo il discorso del gennaio scorso al World Economic Forum di Davos del presidente cinese, Xi Jinping, a difesa della globalizzazione, ma "dalle parole bisogna passare ai fatti", ha concluso Harborn.


La Euccc segnala negli investimenti un fattore di preoccupazione. Nel 2016 il volume degli investimenti cinesi in Europa ha quadruplicato il volume degli investimenti delle aziende europee in Cina secondo uno studio presentato a inizio anno dal Rhodium group e dal Mercator Institute for China Studies di Berlino, a quota 35,1 miliardi di euro, con un incremento del 77% rispetto all'anno precedente. Lo squilibrio potrebbe essere, almeno in parte superato, sostiene la Euccc, se le condizioni di accesso al mercato per le imprese straniere fossero le stesse di cui godono le imprese locali. "Il 56% delle aziende europee", si sottolinea in una nota, "segnala che se ci fossero condizioni di accesso al mercato migliori sarebbe pronto ad accelerare gli investimenti" sul mercato cinese.


.