Industria: a Padova 40% all'estero oltre meta' fatturato

(AGI) - Venezia, 14 ott. - All'estero per crescere,intercettare la fame di made in Italy che c'e' nel mondo,compensare il gelo dei consumi domestici: e' questo l'identikitche un'indagine di Confindustria Padova fa delle imprese delleprovincia, con il 40,8% delle aziende che realizza all'esteropiu' di meta' del fatturato. Ma per oltre un quinto (22%) ilfatturato estero rappresenta piu' del 75% del totale, risultatoconseguito da ben il 40% delle imprese piu' grandi. Leesportatrici marginali (meno del 10% dei ricavi) sono il 20,2%,decisamente inferiori alla media nazionale (45%). E se ladimensione conta nella

(AGI) - Venezia, 14 ott. - All'estero per crescere,intercettare la fame di made in Italy che c'e' nel mondo,compensare il gelo dei consumi domestici: e' questo l'identikitche un'indagine di Confindustria Padova fa delle imprese delleprovincia, con il 40,8% delle aziende che realizza all'esteropiu' di meta' del fatturato. Ma per oltre un quinto (22%) ilfatturato estero rappresenta piu' del 75% del totale, risultatoconseguito da ben il 40% delle imprese piu' grandi. Leesportatrici marginali (meno del 10% dei ricavi) sono il 20,2%,decisamente inferiori alla media nazionale (45%). E se ladimensione conta nella proiezione internazionale, l'esplosionedella grande crisi ha ingigantito il ruolo delle venditeoltrefrontiera, anche per aziende medio piccole: il 41,7% tra26 e 50 addetti ricava dall'estero oltre meta' del fatturato,quasi un terzo tra le piccole e micro imprese (1-25 addetti).La Germania si conferma al primo posto (33% delle impreseesportatrici), seguita da Francia (30,6%) e piu' staccatiSpagna (18,9%), Stati Uniti (16,6%), Regno Unito, Russia, Cina(11,5%). "Tra le imprese c'e' oggi piu' consapevolezza che laproiezione internazionale non e' un'opzione, ma una condizionenecessaria per la crescita - commenta il presidente diConfindustria Padova, Massimo Finco - Vuol dire non solovendere ma presidiare i mercati di sbocco, conoscerne cultura,gusti, consumatori per soddisfarne la domanda. Ma continuiamoad avere un ampio potenziale inespresso, perche' i mercatiesteri richiedono dimensioni adeguate. Percio' dobbiamoincoraggiarla e sostenerla, sotto il profilo formativo,manageriale e degli investimenti, perche' l'incidenzadell'export sul Pil, oggi al 33% (29,2 Italia) superi il 40% eavvicini la Germania (45%), puntando con forza su alcune areeemergenti e su paesi maturi, come gli Usa". (AGI)Ve1/Pit