Regioni: Umbria, approvato nuovo Piano non autosufficienti

(AGI) - Perugia, 9 dic. - L'Assemblea legislativa dell'Umbriaha approvato il nuovo Piano regionale integrato nonautosufficienza. Relatore dell'atto il presidente dellacommissione sanita' e servizi sociali, Massimo Buconi, che neha illustrato in Aula le caratteristiche e la dotazionefinanziaria. Il nuovo Prina puo' contare sul ripristino delFondo nazionale per la non autosufficienza, che destina inUmbria, per il 2014, la somma di 5 milioni e 854mila euro, acui si aggiungono ulteriori risorse regionali per 4 milioni dieuro (di cui 2 per la quota sociale), che portano il totale a 9milioni 854mila euro. Per

(AGI) - Perugia, 9 dic. - L'Assemblea legislativa dell'Umbriaha approvato il nuovo Piano regionale integrato nonautosufficienza. Relatore dell'atto il presidente dellacommissione sanita' e servizi sociali, Massimo Buconi, che neha illustrato in Aula le caratteristiche e la dotazionefinanziaria. Il nuovo Prina puo' contare sul ripristino delFondo nazionale per la non autosufficienza, che destina inUmbria, per il 2014, la somma di 5 milioni e 854mila euro, acui si aggiungono ulteriori risorse regionali per 4 milioni dieuro (di cui 2 per la quota sociale), che portano il totale a 9milioni 854mila euro. Per la prima volta 2 dei 4 milioni difondi regionali sono destinati direttamente ai Comuni, cuispetta l'accertamento delle condizioni necessarie e deirequisiti per il sostegno alle persone non autosufficienti ealle loro famiglie, e almeno il 20 per cento dei due milionidovranno essere destinati alla domiciliarita'. Il trattodistintivo del nuovo documento, infatti, si ravvisa proprio nelrafforzamento del sostegno all'assistenza domiciliare, ritenutamaggiormente utile e funzionale sia per le famiglie che per lestrutture sanitarie. Vi sono, infatti, minori costi per leaziende sanitarie e si viene incontro a una tendenza che si e'acuita con la crisi economica, quella delle famiglie chedecidono di tenersi a casa le persone non autosufficientianziche' tenerle ricoverate e destinare la loro pensione allestrutture che li ospitano. Sara' attuata una strutturazionediversa del semiresidenziale per tutte le categorie della nonautosufficienza e, laddove possibile, una riconversione diposti residenziali in semi-residenziali oppure nei cosiddetti'ricoveri di sollievo', per i casi di familiari che non possonoseguire a casa i congiunti non autosufficienti per motivi dilavoro o altri e che quindi necessitano di ricoverarli'. InAula, l'assessore regionale al welfare, Carla Casciari, harimarcato il fatto che "sono previsti 2 milioni per la quotasociale da destinare direttamente ai Comuni per dare unsostegno piu' diretto alle famiglie con persone nonautosufficienti, di cui il 20 per cento, pari a 400mila euro,per servizi di prossimita' alle famiglie, dando cosi' un forteimpulso alla domiciliarita', con due sperimentazioni: la primae' volta a garantire la condizione di vita indipendente apersone con disabilita' che possono gestire in modo piu'autonomo la quotidianita' attraverso strumenti alternativi aquelli standard, con la massima attenzione ai giovani disabili;la seconda e' rivolta agli anziani fragili, attraverso l'aiutoalle famiglie che hanno difficolta' a riaccoglierli dopo ledimissioni dalle strutture socio-sanitarie".(AGI)Pg2/Mav