Crisi: storia di Linda, ho perso tutto speravo nel reddito minimo

(AGI) - Palermo, 15 lug. - "Sono una donna di 62 anni, nel 2010vengo licenziata per crisi economica, usufruisco di un anno didisoccupazione e da tre anni vivo di carita' tramite l'aiutosporadico di parenti, amici e parrocchia; i contributiaccumulati sono insufficienti per la pensione, houn'invalidita' al 67%, ovviamente insufficiente per la pensioned'invalidita'. Da quando ho perso il lavoro mi sono attivata acercare un'altra possibilita' lavorativa, ma purtroppo non hopiu' trovato nulla e non voglio vivere di assistenzialismo".Comincia cosi' la lettera di Linda, una palermitana che hasempre lavorato, che negli ultimi

(AGI) - Palermo, 15 lug. - "Sono una donna di 62 anni, nel 2010vengo licenziata per crisi economica, usufruisco di un anno didisoccupazione e da tre anni vivo di carita' tramite l'aiutosporadico di parenti, amici e parrocchia; i contributiaccumulati sono insufficienti per la pensione, houn'invalidita' al 67%, ovviamente insufficiente per la pensioned'invalidita'. Da quando ho perso il lavoro mi sono attivata acercare un'altra possibilita' lavorativa, ma purtroppo non hopiu' trovato nulla e non voglio vivere di assistenzialismo".Comincia cosi' la lettera di Linda, una palermitana che hasempre lavorato, che negli ultimi anni ha visto crollare le suesicurezze - l'occupazione e anche la casa - e che aveva vistocon speranza al reddito minimo annunciato dal governo sicilianoe sul quale sono iniziate rapidamente le manovre diretromarcia. "Il mio lavoro - racconta Linda - era nel campodell'informatica, e ho inviato e presentato una serie dicurricula, ma niente; ho presentato anche la domanda per iCantieri di servizio di Palermo, sono mesi che ci dicono chel'Inps e l'Agenzia delle entrate stanno facendo i controlliincrociati, noi poveri dobbiamo aspettare pazientemente che lebriciole cadano dalla tavola dei padroni. In alcuni Paesi dellaComunita' europea esiste il "minimo garantito" per persone chesono nella mia situazione, ma in Italia se ne fa un granparlare, ma per motivi politici non se ne fa niente...". Prosegue Linda: "Ho seguito con ansia la proposta delpresidente Crocetta riguardo al "Reddito minimo" ai disoccupatie ho dovuto subire un'ulteriore delusione quando primo ho lettoche il presidente della commissione Sanita' Pippo Di Giacomodel Pd si e' opposto a tale provvedimento, proponendo ildirottamento della cifra stabilita per il 'Minimo garantito'all'esenzione Ticket per chi ha (gia') un reddito inferiore a50 mila euro". Poi ha dovuto constatare i recenti vacillamentianche dello stesso Crocetta."Non ci sono parole, si preferiscedare aiuto - continua - a chi ha gia' un reddito... e a noipoveri chi ci tutela? E' veramente sconcertante! Io vivo dasola e da 18 mesi sono stata pure sfrattata e costretta avivere in un magazzino (chiaramente in affitto) con costi diluce e acqua spropositati; dopo una vita di sacrifici (mi sonoanche dedicata con amore ai miei anziani genitori, nel 1995 sen'e' andato il mio papa' e 7 anni fa la mia mamma) avevosospeso il mio lavoro per dedicarmi a loro e dopo la morte dimamma ho ripreso per poi essere licenziata (2010) per crisieconomica e adesso mi trovo disperata, perche' non riesco atrovare un altro lavoro e non so come vivere. Come pagareaffitto, bollette, ma non si puo' vivere cosi'". Conclude amaraLinda: "Gia', ai politici questo che importa... loro voglionoaiutare solo a chi i "Soldi" li ha gia' e non i "veri poveri"cioe' coloro che non hanno nessun reddito. Il mio vuole essereun grido di aiuto per tutti coloro che si trovano nella miastessa situazione e che sperano con tutte le loro forze che laloro condizione disperata venga finalmente riconosciuta eattenzionata". (AGI).