Regione: Sdirs, premi di risultato a dirigenti? Nessun privilegio

(AGI) - Cagliari, 20 lug. - "E' colpa nostra se il sistema di valutazione ideato...

(AGI) - Cagliari, 20 lug. - "E' colpa nostra se il sistema di valutazione ideato dal legislatore funziona male? Ed e' colpa dei dirigenti se l'organo politico stenta a individuare strategie e a fornire obiettivi misurabili?". Cristina Malavasi, segretaria generale dello Sdirs-Sindacato dirigenti e direttivi della Regione Sardegna, interviene sulle polemiche seguite alla retribuzione di risultato attribuita a quasi i tutti direttori generali dell'amministrazione. "Sommando la parte fissa delle retribuzione e l'indennita' di risultato dei dirigenti si ottiene un importo complessivo che posizione detta retribuzione nella media dei dirigenti italiani, escludendo percio' qualsiasi posizione di privilegio", , precisa Malavasi, che ha inviato una nota con analoghe considerazioni al presidente della Giunta Francesco Pigliaru, all'assessore del Personale Gianmario Demuro e agli altri sindacati.
"Stupisce, poi, che l'ammontare della retribuzione di risultato dei direttori generali", aggiunge la segretaria dello Sdirs, "venga criticato da sigle sindacali come Cisl e Uil che hanno firmato il contratto, che dimenticano quanto da loro condiviso in quella sede e oggi lo rinnegano, nel vano tentativo di captare un fatuo consenso".
Malavasi sottolinea come l'intero personale regionale - dirigenti e dipendenti - percepisca oggi "retribuzioni inferiori a quelle dei corrispondenti colleghi degli Enti locali". In particolare, per il 2015 l'ammontare massimo della retribuzione di risultato dei direttori generali e dell'intera dirigenza e' stato diminuito da una delibera di Giunta, "che ha ridotto di circa il 20% l'importo corrisposto nei precedenti 5 anni".
"Condividiamo con l'opinione pubblica", conclude la segretaria dello Sdirs, "la necessita' di correttivi nel processo di valutazione dell'operato dei dirigenti, ma condividiamo altresi', con chi studia e si occupa dell'argomento da anni, che la materia non puo' essere trattata in termini semplicistici e demagogici. Crediamo che le difficolta' nella definizione di un metodo di valutazione equo e obiettivo non possano ricadere su chi deve essere valutato. Spetta all'organo politico definire il sistema di valutazione". (AGI)
Red/Rob